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Ginevra Borromeo
Leggi i suoi articoliNella nuova mostra da Gagosian a Beverly Hills, Jonas Wood porta nel proprio lavoro un soggetto inatteso ma coerente con la sua ricerca: il campo da tennis. Nei dipinti realizzati negli ultimi anni l’artista americano elimina giocatori, palline e pubblico, riducendo l’immagine alla struttura essenziale del campo - superfici cromatiche piatte, linee bianche e la rete che divide lo spazio.
Il progetto nasce da un interesse personale di lunga data. Wood ha seguito lo sport fin dall’infanzia e ricorda di aver passato ore a leggere statistiche e cronache sportive. Dopo gli studi universitari aveva inizialmente tentato la strada della ritrattistica, utilizzando immagini di giocatori di basket o baseball come modelli per esercitarsi nella rappresentazione della figura umana. Il tennis è arrivato più tardi, quasi per caso, durante le notti passate a lavorare in studio. Guardando le partite in televisione, Wood iniziò a fotografare lo schermo con il telefono. La visione notturna del campo, una superficie monocroma attraversata da linee nette, suggeriva una possibilità pittorica autonoma.
«Ricordo di aver guardato gli Australian Open e di aver scattato foto allo schermo», racconta l’artista. «Il campo appariva come una superficie uniforme, tagliata da linee geometriche. Ho pensato che potesse diventare un dipinto.» Da quelle immagini nasce la serie presentata ora alla Gagosian. Ogni tela prende spunto da tornei diversi del circuito internazionale - dalle competizioni ATP e WTA fino ai Giochi olimpici - ma il punto di vista rimane sempre quello familiare delle riprese televisive, dietro la linea di fondo campo. L’immagine viene compressa in bande cromatiche che trasformano la superficie di gioco in una composizione quasi astratta.
Il progetto ha una gestazione lunga. Wood racconta di aver annotato l’idea sul muro del suo studio quasi dieci anni fa: realizzare una serie che attraversasse l’intero calendario dei tornei di tennis, osservando le differenze tra i campi, i colori delle superfici, le grafiche, le linee di sponsor e segnaletica. Circa tre anni fa ha iniziato a lavorare sistematicamente al progetto, abbonandosi al Tennis Channel e fotografando le finali dei tornei mentre venivano trasmesse. Quelle immagini sono state poi rielaborate in collage e trasformate in dipinti. In alcune tele il campo appare inserito all’interno dello studio dell’artista: frammenti dell’ambiente di lavoro, appunti appuntati al muro o lampade sospese entrano nella composizione. L’immagine televisiva diventa così parte di un archivio visivo più ampio, dove la pittura dialoga con la fotografia e con la memoria dello studio.
© Jonas Wood
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