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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliUn’équipe di archeologi al lavoro nell’antica città di Ihnasya, nel governatorato egiziano di Beni Suef, ha portato alla luce ultimamente una serie di reperti che abbracciano diversi periodi della storia della regione, recando nuove testimonianze dell’importanza religiosa, politica ed economica della città nel corso di un lunghissimo periodo di tempo. Le scoperte sono state effettuate da una missione egiziana del Consiglio Supremo delle Antichità nel sito di una delle città storiche più importanti d’Egitto: Ihnasya fu capitale dell’Egitto durante la IX e la X Dinastia e continuò a svolgere un ruolo importante durante il Medio Regno, il Nuovo Regno e i successivi periodi greco e romano, quando prese il nome di Heracleopolis Magna.
Tra i reperti più importanti vi è un blocco di pietra riutilizzato recante il cartiglio del re Senuosret III (noto anche come Sesostri III), uno dei sovrani più influenti della XII Dinastia. Gli archeologi hanno poi identificato un altro cartiglio collegato a Osiride-Nefertem, una divinità legata alla resurrezione e al risveglio solare venerata nella città durante l’antico periodo egizio e quello tolemaico.
Gli scavi hanno poi portato alla luce parti finora sconosciute di una basilica romana. I ricercatori hanno scoperto che alcune parti di un antico tempio dorico erano state smantellate e riutilizzate nella costruzione della basilica. Le analisi preliminari indicano che i costruttori del VI secolo d.C. incorporarono elementi architettonici della struttura precedente nelle fondamenta e nella pavimentazione che sostenevano le colonne dell’edificio.
I metodi di costruzione scoperti nel sito testimoniano la grandiosità del progetto edilizio. È stato scoperto che grandi blocchi di pietra erano stati disposti in modo da creare una base stabile in grado di sostenere enormi colonne, alcune delle quali si stima pesassero circa 45 tonnellate. Tre di queste colonne si trovano ancora nelle loro posizioni originali.
Una delle scoperte più sorprendenti è una testa in marmo raffigurante Afrodite, la dea greca dell’amore. La scultura, che misura circa 24x25 cm, conserva tratti del viso finemente scolpiti e riccioli accuratamente riprodotti. La fattura riflette le tradizioni artistiche tipiche delle rappresentazioni classiche di divinità e personaggi illustri. Altri reperti includono frammenti di sculture in rilievo, elementi architettonici decorati e stampi in argilla utilizzati nella produzione di monete durante il periodo romano. Questi oggetti forniscono prove di una continua attività nella città molto tempo dopo l’era faraonica.
Conosciuta come Heracleopolis Magna sotto il dominio greco, la città rimase un centro importante anche molto tempo dopo aver perso il suo ruolo di capitale reale. I resti recentemente portati alla luce aiutano a comprendere come i suoi spazi religiosi, gli edifici pubblici e il paesaggio urbano si siano sviluppati nel corso dei successivi periodi storici.
La testa di Afrodite recentemente scoperta ad Ihnasya. Foto Ministero Egiziano del Turismo e delle Antichità
Gaspare Melchiorri
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