Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image
Image

Jill sfilerà a Parigi: le Tuileries si trasformano in una passerella a cielo aperto

Si chiama Jill lo show anticonvenzionale presentato alla settimana della moda di Parigi il prossimo autunno. Un dialogo tra arte, moda e design aperto a tutti, riverbero editoriale tradotto in performance-evento della storica rivista ultraquarantennale. Con accesso libero e un programma diffuso in città, l’iniziativa punta a ridefinire il rapporto tra brand, pubblico e istituzioni in un sistema in profonda trasformazione.

Con il tentativo di scardinare l’esclusività della fashion week, Jill è la nuova proposta "espositiva" per la Ville Lumiére in programma per la settimana della moda parigina. Un poker di giorni (dal 2 al 5 ottobre) all’ombra di un palcoscenico d’autore, le sfilate di faggi e le prospettive di tigli del Jardin des Tuileries. Qui, tra le fronde geometriche lungo Senna, prenderà forma una scenografia "immersiva" (mai più termine fu più abusato, ma conserveremo il virgolettato come da citazione stampa) del designer classe 1984 Jean-Baptiste Fastrez, certificatore di "una coerenza visiva che eleva la presentazione dei brand a vera e propria installazione museale". L’evento, alla sua primissima edizione, vuole essere un esperimento di urbanistica creativa che orchestra dialoghi e dialettiche tra arte, design e cultura tessile attraverso collaborazioni, pezzi unici e edizioni limitate. Il progetto pone la moda come cultura che deve "essere percepita e condivisa come arte", proponendo un format ibrido che pretende di scardinare la distinzione tra fiera, mostra e performance. Così artisti, designers, buyers, istituzioni e collezionisti si riuniscono per trasformare la fruizione della moda in un’esperienza collettiva, dove il confine tra spettatore e brand sfuma in una partecipazione multisensoriale. O almeno ci proverà.

Per tutti i quattro giorni l’evento attiva anche un palinsesto off-site in giro per la città, tra il Louvre e la Senna, collegandosi a realtà come il museo della moda parigino, Palais Galliera e spazi del contemporaneo come the gallery Pill o librerie alternative come 0fr. Library. Ad affiancare il direttore creativo Jean-Pierre Blanc -già fondatore del Festival Internazionale di Moda e Fotografia di Hyères, dov’è nato nel 1964- il magazine WSN, network da sempre attento alla sostenibilità e al supporto dei marchi emergenti, che negli anni è riuscito a costruire una comunità libera da pregiudizi commerciali. La selezione dei designer presenti riflette a pieno l’obiettivo che vuole raggiungere l’evento. Vedi Adam Jones, Anatomie Vêtement o Maison Fabre; quest’ultima -ad esempio- ha collaborato con uno dei più grandi marchi del momento, Acne Studio, per la cantante spagnola Rosalia. Un debutto da prendere in considerazione non solo per il valore culturale, ma anche per il nuovo modo in cui questo evento abiterà lo spazio pubblico avendo luogo in una città come Parigi. “Diventerà un nuovo evento durante la sua fashion week, tutti gli anni ad ottobre: un momento di creatività dedicato a commercianti, professionisti, collezionisti, giornalisti, appassionati, studenti, artisti e chiunque vorrà partecipare. Tutti sono i benvenuti alla dimora di Jill” racconta Blanc. Il mantra è chiaro: Jill vuole offrire una visione basata sulla condivisione in un periodo in cui il sistema moda si interroga sulla propria sostenibilità e rilevanza sociale. Staremo a vedere.

Gioia Meli, 25 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Al Fuorisalone 2026 Gucci presenta Gucci Memoria, un progetto che trasforma i Chiostri di San Simpliciano in uno spazio narrativo articolato tra installazione e interazione. Curata da Demna, l’esposizione attraversa 105 anni di storia della maison, attivando l’archivio come materia visiva e costruendo un racconto che intreccia heritage, identità e linguaggi contemporanei.

Skira pubblica Schiaparelli Anglomaniac, volume curato da Thierry-Maxime Loriot che riunisce oltre cinquanta artisti intorno all’eredità della maison. Tra contributi storici e riletture contemporanee, il libro riflette su un passaggio chiave per il sistema moda: la trasformazione dell’archivio in strumento strategico, culturale ed economico.

La casa d’aste rafforza il dialogo tra gli acquirenti italiani e il mercato internazionale, sfruttando un sistema multicanale in cui crescono le vendite private e si afferma un approccio al collezionismo più consapevole e discreto

Annunciata la shortlist del Loewe Foundation Craft Prize 2026: 30 finalisti da 19 Paesi, selezionati tra oltre 5.100 candidature. La mostra si terrà alla National Gallery Singapore. Il premio conferma il ruolo dell’artigianato come campo ibrido tra arte, design e industria culturale. In palio, oltre al riconoscimento economico, una residenza d’artista a Maiorca.

Jill sfilerà a Parigi: le Tuileries si trasformano in una passerella a cielo aperto | Gioia Meli

Jill sfilerà a Parigi: le Tuileries si trasformano in una passerella a cielo aperto | Gioia Meli