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Sophie Seydoux
Leggi i suoi articoliIl concetto di lusso da collezione sta cambiando. Accanto a dipinti, sculture e arti decorative, conquistano sempre più spazio borse iconiche, gioielli, accessori e oggetti di design, beni che uniscono qualità manifatturiera, valore culturale e desiderabilità nel tempo. A confermare questa evoluzione è l’Art Basel & UBS Survey of Global Collecting 2025, secondo cui i collezionisti ad alto patrimonio destinano oggi in media il 20% del proprio patrimonio alle collezioni, in crescita rispetto al 15% dell’anno precedente. Lo stesso studio evidenzia inoltre come le donne collezioniste abbiano registrato livelli di spesa medi superiori a quelli degli uomini, contribuendo a ridefinire gusti, categorie e dinamiche del mercato.
È in questo scenario che si inserisce il Luxury Day organizzato da Kruso Art il 9 luglio a Milano. La casa d’aste riunisce in un’unica giornata la consolidata asta Luxury Fashion e il debutto del nuovo dipartimento Art de la Table, offrendo una fotografia di un mercato che guarda sempre più a forme di collezionismo trasversali, dove moda, design e arti decorative dialogano con il patrimonio artistico tradizionale.
La crescita dell’interesse verso queste categorie non è soltanto una conseguenza dell’andamento del mercato del lusso. Riflette un cambiamento più profondo nel modo di collezionare. Gli oggetti vengono scelti non esclusivamente per la loro rarità o per il prestigio del marchio, ma anche per il valore progettuale, la qualità artigianale e la capacità di raccontare un momento della storia del gusto. In questa prospettiva una borsa iconica, un servizio di porcellana o un complemento di design diventano testimonianze della cultura materiale al pari di altre espressioni artistiche.
In questo processo il ruolo della componente femminile appare sempre più centrale. Il report di Art Basel e UBS evidenzia infatti come l’aumento della partecipazione delle donne al mercato non si traduca soltanto in maggiori livelli di spesa, ma contribuisca anche ad ampliare gli interessi collezionistici verso categorie tradizionalmente considerate “di confine”, come il fashion, il design e gli oggetti legati al vivere quotidiano. Una trasformazione che sta progressivamente ridefinendo il concetto stesso di bene da collezione.
Il catalogo Luxury Fashion interpreta questa evoluzione attraverso una selezione di accessori che hanno ormai superato la loro funzione originaria per diventare veri oggetti da collezione. A guidare la vendita è una Hermès Kelly II Sellier 32 in pelle Epsom Gold, proposta con una stima compresa tra i 14.000 e i 18.000 euro. La Kelly rappresenta uno degli esempi più significativi di come un accessorio possa acquisire nel tempo un valore che va oltre la moda, grazie alla produzione limitata, all’eccellenza manifatturiera e alla costante domanda sul mercato internazionale.
Accanto a questo lotto trovano spazio una Louis Vuitton Alzer Monogram 65, oggi apprezzata anche come elemento di design oltre che come baule da viaggio, una Dolce & Gabbana Miss Sicily in rafia lavorata a mano, una Lady Dior Medium, una Bulgari Serpenti Cabochon Mini, la rara Gucci Babouska Indy Boston, un carré Hermès “Instructions sur l’Art de Nouer et Porter Vostre Carré” e un collier vittoriano firmato Gavilane Paris. Una selezione che evidenzia come il valore collezionistico possa nascere dall’incontro tra ricerca estetica, artigianalità e rilevanza culturale.
L’altra novità del Luxury Day è il debutto del dipartimento Art de la Table, affidato alla curatela dell’architetto Roberto Radisa. La nascita di questa nuova area specialistica riflette l’interesse crescente verso un settore che negli ultimi anni ha conquistato maggiore attenzione da parte di collezionisti, professionisti del design e operatori del mercato. Più che semplici oggetti funzionali, servizi da tavola, porcellane e complementi raccontano l’evoluzione dell’abitare, della convivialità e del progetto domestico.
Tra i lotti più rappresentativi figurano la Max Collection progettata da Massimo Vignelli per Heller, servizio impilabile in melamina diventato un’icona del design degli anni Settanta, e il raro portaghiaccio della serie Mascheroni di Piero Fornasetti, capace di trasformare un oggetto d’uso quotidiano in una creazione di forte valore espressivo. Completano la vendita un importante servizio Mason’s “Nabob” per dodici persone e un raffinato servizio Richard-Ginori del 1932 proveniente dallo storico stabilimento milanese di San Cristoforo, esempi della qualità manifatturiera che continua a caratterizzare il collezionismo delle arti decorative.
La scelta di affiancare Luxury Fashion e Art de la Table rispecchia una tendenza che interessa sempre più da vicino il mondo delle aste. Negli ultimi anni molte case d’asta hanno ampliato i propri dipartimenti dedicati al lusso, al design e agli oggetti da collezione, rispondendo a una domanda sempre più diversificata e a un pubblico che ricerca beni capaci di coniugare valore economico, identità culturale e qualità progettuale.
In programma nei giorni di Milano Unica, il Luxury Day si inserisce dunque in una fase di profonda evoluzione del mercato. I dati dell’Art Basel & UBS Survey of Global Collecting 2025 confermano che il collezionismo sta diventando sempre più trasversale, sostenuto dall’ingresso di nuovi pubblici e dall’ampliamento delle categorie considerate collezionabili. L’iniziativa di Kruso Art rappresenta un esempio concreto di questa trasformazione, proponendo una lettura del lusso che guarda oltre i confini tradizionali dell’arte e riconosce valore anche agli oggetti che raccontano la storia del design, della moda e della cultura dell’abitare.
Sophie Seydoux
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