Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliLa Christo and Jeanne-Claude Foundation rende omaggio al rapporto che i coniugi nati lo stesso giorno, il 13 giugno 1935 (lui a Gabrovo, in Bulgaria, e lei a Casablanca, in Marocco), hanno instaurato con la città di Parigi. Fu proprio nella capitale francese che Christo e Jeanne-Claude si incontrarono nel 1958 e vissero fino al 1964, prima di trasferirsi a New York. Qui, «realizzarono il maggior numero di progetti: “Wall of Oil Barrels-The Iron Curtain, Rue Visconti, Paris, 1961-62”; “The Pont Neuf Wrapped, Paris, 1975-85” e “L’Arc de Triomphe. Wrapped, Paris, 1961-2021”», ricorda il nipote Vladimir Yavachev.
Ed è quindi alla Città di Parigi e ai Paris Musées che la Fondazione ha deciso di donare 14 opere, alcune della quali mai mostrate al pubblico, che si aggiungeranno all’unica opera già presente nella collezione comunale e conservata presso il Musée d’Art Moderne. Quest’ultimo riceverà anche «Package on a Luggage Rack» (1962), il modellino di «Empaquetage 5,600 cubic meters, Documenta IV, Kassel, 1967-68» e sette serigrafie relative a sei progetti, quali «Empaquetage 5,600 Cubic Meters, Documenta IV, Kassel, 1967-68», «Empaquetage 42,390 Cubic Meters, Minneapolis, 1966», «Wrapped Buildings in Southern Manhattan, 2 Broadway and 20 Exchange Place, Project, 1968», «Galleria Nazionale d’Arte Moderna in Rome, Wrapping, Project, 1968», «4,716 Metal Barrels, Project for the Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Rome, 1968» e «Store Window, Corridor, Project, 1968».
Le rimanenti saranno accolte dal Musée Carnavalet: un collage dell’irrealizzato «Projet Pour Gigantesque Empaquetage, 1967» assieme a tre serigrafie e una litografia di lavori pensati per la città di Parigi, come «The Iron Curtain-Wall of Oil Barrels, Rue Visconti, Paris, 1961-62», dal 1968; «Edifice Public Empaqueté, Project (Arc de Triomphe, Paris), 1968»; «Edifice Public Empaqueté, Project (Ecole Militaire, Paris), 1968»; e «The Pont Neuf Wrapped, Paris, 1975-85», del 1991.
«Sono entusiasta di questo dono eccezionale della Fondazione Christo e Jeanne-Claude alla città di Parigi, ha affermato la sindaca Anne Hidalgo. I parigini non hanno dimenticato ciò che questi due artisti hanno regalato alla loro città nel 1985 quando hanno avvolto il Pont-Neuf. È stato un gesto di radicale semplicità, la cui genialità continua a stupirci. Con questo dono, la Fondazione Christo e Jeanne-Claude offre ai parigini un accesso privilegiato al mondo di due grandi artisti che hanno trasformato i nostri monumenti parigini in un’esperienza sensoriale aperta a tutti. Infine, accolgo con favore il rafforzamento della collaborazione tra la città di Parigi e la Fondazione, in attesa del progetto di JR sul Pont-Neuf, un omaggio contemporaneo a Christo e Jeanne-Claude».
La donazione sarà fruibile per la prima volta il prossimo autunno nelle sale «Années 1950-1970» e «1977 à nos jours» del Musée Carnavalet-Histoire de Paris.
Christo, «Package on a Luggage Rack», 1962. Photo: Eeva-Inkeri. © 1962 Christo and Jeanne-Claude Foundation
Altri articoli dell'autore
Nella tenda di Rirkrit Tiravanija avrà luogo un «concerto a più voci» composto da un film dell’artista qataro-americana Sophia Al-Maria, delle performance del libanese Tarek Atoui, da una scultura della kuwaitiana-portoricana Alia Farid e un programma culinario dello chef palestinese Fadi Kattan
Entrambi al servizio di «British Vogue» durante la Seconda guerra mondiale, condividevano lo stesso assistente: Roland Haupt. Era a lui che i due fotografi affidavano lo sviluppo dei negativi per consegnarli ai redattori in sede e fu sempre lui a raccogliere alcuni loro scatti in un libro, tra il 1943 e il 1949, oggi conservato nella Bodleian Library
È la sentenza della Corte Suprema di New York: l’attuale proprietario, il miliardario libanese, ha perso la causa intentata da Philippe Maestracci, nipote del mercante Oscar Stettiner, che «possedeva il dipinto prima del suo sequestro illegittimo. Non lo cedette mai volontariamente» prima di fuggire da Parigi nel 1939
Oggetto di un furto il 30 marzo del 2020, mentre era in prestito al museo Singer Laren, fu recuperato, danneggiato, nel 2023. A seguito di un meticoloso restauro condotto da Marjan de Visser è di nuovo esposto nell’istituzione olandese, che lo conserva dal 1962



