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Roberta Bosco
Leggi i suoi articoliOrmai è una certezza: i due ritratti di Goya commissionati dalla Reale Fabbrica di Tabacco di Siviglia nel 1789, per commemorare l’incoronazione di Carlo IV e Maria Luisa di Parma, rimarranno permanentemente nella capitale andalusa. Dopo una lunga battaglia legale tra la multinazionale di tabacco Altadis e lo Stato spagnolo, conclusasi lo scorso marzo con la sentenza del Tribunale a favore di quest’ultimo, il Ministero della Cultura ha annunciato che i due dipinti passeranno a formare parte della collezione permanente del Museo delle Belle Arti di Siviglia. Era da un mese che si attendeva la risoluzione, a seguito della sentenza della Corte Suprema, l’ultima istanza giudiziaria, che ha riconosciuto la proprietà dello Stato sui due Goya, contrariamente alla rivendicazione avanzata da Altadis nel 2017. «Altadis non è d’accordo con la sentenza e sostiene di essere la legittima proprietaria dei ritratti, fatto riconosciuto più volte dallo Stato stesso, in particolare con la firma nel 1999 di un accordo di prestito in comodato. In tutti i casi non possiamo che accettare la decisione del Tribunale, contro la quale non è possibile presentare appello» ha affermato un portavoce di Altadis in marzo, a proposito della sentenza definitiva di questa lunga battaglia giudiziaria.
La decisione, che giunge esattamente un mese prima delle elezioni andaluse previste per il 17 maggio, è stata accolta con giubilo a Siviglia. «Vogliamo esprimere la nostra soddisfazione e la nostra gratitudine al Ministro della Cultura per aver accolto la nostra richiesta di depositare questi due dipinti, che sono strettamente legati alla storia di Siviglia, presso il Museo delle Belle Arti di questa città, ora che la proprietà statale è stata definitivamente riconosciuta», ha dichiarato Patricia del Pozo, assessora alla Cultura e allo Sport della Giunta dell’Andalusia, il governo regionale. In marzo, quando venne resa nota la sentenza, l’assessora aveva inviato una lettera al ministro della Cultura Ernest Urtasun, in cui affermava che «la decisione più coerente e sicura per le due opere è collocarle in un museo statale per garantire loro il massimo livello di protezione a cui hanno diritto in quanto beni del patrimonio culturale. Quindi dato il loro contesto geografico e temporale dovrebbero essere depositate nel Museo delle Belle Arti di Siviglia, che è di proprietà statale ma gestito dal governo regionale».
Con questo deposito, il Museo delle Belle Arti arricchisce la sua collezione con due importanti dipinti di Goya, di cui fino ad ora possedeva solo un’opera: il «Ritratto del canonico José Duaso y Latre» del 1824, che risale all’ultimo periodo del maestro aragonese, scomparso quattro anni dopo averlo dipinto. I ritratti di Carlo IV e di Maria Luisa di Parma furono dipinti da Francisco de Goya (1746-1828) nello stesso anno della Rivoluzione francese, un evento che segnò il governo di questo monarca. Il dipinto del re, un olio su tela di 128x95,5 cm, lo raffigura in una vista di tre quarti, vestito di rosso, con l’Ordine del Toson d’Oro e le insegne dell’Ordine di San Gennaro. Il ritratto della sua consorte è un olio su tela poco più piccolo (126x94 cm) in cui la regina è ritratta all’età di 37 anni, con un abito di seta blu. La ricevuta firmata da Goya l’11 maggio 1789 attesta che il pittore avrebbe dovuto realizzare le opere senza l’aiuto di assistenti e gli sarebbero stati pagati 4mila «reales de vellón» (la moneta in uso in Spagna tra il Sei e l’Ottocento), una somma importante, che poteva equivalere a diversi mesi o addirittura più di un anno di stipendio di un comune operaio. Le due opere furono commissionate dalla Fabbrica Reale di Tabacco di Siviglia per essere esposte in un monumento effimero collocato di fronte alla facciata della manifattura, durante i festeggiamenti con cui la città andalusa celebrava l’inizio del regno di Carlo IV (1788-1808).
Attualmente, i due dipinti sono esposti all’Archivio Generale delle Indie a Siviglia, nella mostra temporanea «L’arte di preservare la memoria» e quando questa si concluda, il 15 giugno, saranno trasferiti nella loro nuova sede.
Il ritratto di re Carlo IV di Francisco Goya
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