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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliLa Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi ha annunciato un’importante acquisizione: il suo archivio storico si arricchisce di un copialettere (un registro che raccoglie copia di una corrispondenza) di Giuseppe Ricci Oddi contenente 172 lettere datate dall’agosto 1929 al febbraio 1931. Il copialettere di Giuseppe Ricci Oddi è stato acquistato sul mercato antiquario grazie al prezioso sostegno della Banca di Piacenza che ha così consentito di riportare questa testimonianza in seno al suo ideale luogo di appartenenza. Tra i destinatari delle missive scritte dal nobiluomo spiccano, tra gli altri, i nomi dell’architetto Giulio Ulisse Arata, degli artisti Felice Carena, Amedeo Bocchi, Giuseppe Graziosi, Aldo Carpi e dei galleristi Lino Pesaro e Luigi Scopinich.
Il copialettere sarà presentato al pubblico venerdì 27 febbraio alle ore 18 alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi in un incontro a ingresso libero coordinato dalla direttrice Lucia Pini cui prenderanno parte il presidente della Galleria Massimo Toscani, il presidente della Banca di Piacenza Giuseppe Nenna e la direttrice dell’Archivio di Stato Anna Riva. All’attore Nicola Cavallari sarà affidata la lettura di alcune lettere di Giuseppe Ricci Oddi selezionate tra quelle presenti nel copialettere.
Il copialettere ha una particolare rilevanza, perché abbraccia gli anni in cui Giuseppe Ricci Oddi, in vista dell’inaugurazione della Galleria avvenuta l’11 ottobre 1931, è particolarmente impegnato nell’acquisizione di opere d’arte e nella costruzione dell’edifico destinato ad accoglierle la collezione, il cui progetto ha affidato all’architetto Giulio Ulisse Arata.
Fatta eccezione per il nucleo di 13 lettere indirizzate a Giulio Ulisse Arata, già pubblicate da Giancesare Schippisi nell’ambito di un saggio apparso nel 2017 sul «Bollettino Storico Piacentino», le restanti missive sono inedite e rappresentano un importantissimo strumento di approfondimento per lo studio della figura di Giuseppe Ricci Oddi; esse infatti contribuiscono a definire la rete dei suoi consiglieri e corrispondenti in anni cruciali per la nascita della Galleria che del collezionista porta il nome e gettano luce sul carattere del nobiluomo, ribadendone il profondo coinvolgimento nell’ambizioso progetto di trasformazione della propria collezione in Galleria aperta al pubblico.
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