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ARCHIVI
Le lettere di questa nobildonna e mecenate rappresentano oggi una fonte di straordinario valore per ricostruire la storia, la cultura e la società dell’Italia tra Quattro e Cinquecento
L’archivio di Piero Portaluppi entra a Villa Necchi Campiglio e apre nuove prospettive sulla storia dell’architetto, della casa e del rapporto tra conservazione, ricerca e memoria
Questi dialoghi tra patrimonio pubblico e privato dimostrano come, dietro le carte, i libri e gli archivi, si possano ritrovare le vicende politiche, sociali, culturali e familiari che hanno contribuito a formare il Paese
La vera novità dell’accordo MiC-Toscana-Università è la possibilità di georeferenziare le carte storiche, mettendole a confronto con la configurazione attuale del territorio. Diventa quindi possibile seguire nel tempo, ad esempio, l’evoluzione di confini, insediamenti e infrastrutture
L’edificio settecentesco sarà la «nuova casa» della Biblioteca Civica di Cuneo (la più antica del Piemonte), su una superficie di 12mila metri quadrati e con 12 chilometri lineari di scaffalature
A Villa Bardini 150 immagini dell’Archivio Foto Locchi, il più grande archivio fottografico sulla storia Toscana, ripercorrono le trasformazioni epocali del capoluogo tra cronaca e storia
Per la prima volta dalla sua nascita nel 2004, il premio, solitamente riservato a grandi istituzioni, viene assegnato a singoli professionisti, nella fattispecie per gli sforzi compiuti nel recupero, restauro e digitalizzazione di rari documenti e manoscritti
Il capoluogo subalpino scommette sulla cultura: Fondazione Crt ha stanziato per questo complesso 7 milioni di euro, che si aggiungono ai 32 già destinati in precedenza dalla Fondazione alla città per la riqualificazione del territorio
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Luca A. Caizzi racconta archivio-uno, il progetto che raccoglie i primi numeri delle riviste indipendenti di tutto il mondo. Una raccolta che documenta intuizioni, ambizioni ed errori dei progetti editoriali prima che diventino storia
Giuseppe M. della Fina ci conduce tra le carte ingiallite di un passato più o meno lontano e depositate in archivi e biblioteche: appunti, relazioni, elenchi, lettere, resoconti e inventari
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Settecento negativi su lastra di vetro riportano alla luce il lavoro di una fotografa professionista attiva tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento. Un'esposizione che non recupera soltanto una figura dimenticata, ma propone una rilettura della fotografia italiana a partire dai suoi margini
Giuseppe M. della Fina ci conduce tra le carte ingiallite di un passato più o meno lontano e depositate in archivi e biblioteche: appunti, relazioni, elenchi, lettere, resoconti e inventari















