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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliA San Severino Marche ha fatto rientro nella Chiesa di San Domenico la pala d’altare di Bernardino di Mariotto da Perugia, raffigurante la «Madonna col Bambino in gloria e i santi Severino, Caterina da Siena, Domenico, Ansano e Giovannino». L’opera, un olio e doratura su tavola degli inizi del Cinquecento, di quasi tre metri di altezza per quasi due metri di larghezza, era stata prelevata nel dicembre 2023 per essere sottoposta a un delicato intervento di recupero reso possibile grazie alla XX edizione di Restituzioni, il programma di salvaguardia del patrimonio nazionale promosso da Intesa Sanpaolo.
Il dipinto è stato affidato in questi mesi a Giacomo Maranesi, titolare della MarLeg di Fermo, azienda leader nel settore della conservazione dei beni culturali. Il restauro ha restituito leggibilità ai colori e alle preziose dorature del maestro perugino, che per secoli ha impreziosito l’altare centrale e, precedentemente, la penultima cappella laterale di destra verso l’altare della chiesa.
Il ritorno in sede è stato gestito dalla ditta Arterìa di Milano, attiva nel trasporto e nell’installazione di opere d’arte; alle operazioni hanno collaborato anche gli operai dell’Ufficio Manutenzioni del Comune di San Severino Marche. L’operazione di rientro e posizionamento è stata supervisionata da Pierluigi Moriconi, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio delle Marche.
Presente alle operazioni di svelamento della pala l’assessore alla Cultura, Vanna Bianconi, che ha espresso profonda emozione: «Il ritorno di quest’opera non è solo un evento culturale ma un segno di rinascita per la nostra comunità. Vedere la maestria di Bernardino di Mariotto di nuovo tra le mura di San Domenico ci riempie di orgoglio. Ringraziamo Intesa Sanpaolo per aver selezionato questo tesoro e tutti i tecnici che hanno lavorato con una cura quasi devozionale».
Attualmente, la pala è stata posizionata provvisoriamente dietro l’altare, dove resterà visibile ai fedeli e ai visitatori. La collocazione definitiva verrà decisa in seguito ai futuri lavori di recupero e restauro che interesseranno l’intero edificio sacro, in parte ancora segnato dalle ferite del terremoto.
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