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Veduta dell’Abbazia di San Firmano

Foto tratta da Wikipedia | Foto Federica Fraticelli | CC BY SA 4.0

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Veduta dell’Abbazia di San Firmano

Foto tratta da Wikipedia | Foto Federica Fraticelli | CC BY SA 4.0

Restaurata, riapre al culto l’Abbazia di San Firmano a Montelupone

Tra le novità della rinnovata struttura, il nuovo Rifugio del Pellegrino, struttura creata per l’accoglienza di turisti e fedeli in marcia lungo i Cammini Lauretani

Roberto Mercuzio

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L’11 marzo alle ore 10.15 riapre al pubblico e al culto l’Abbazia di San Firmano a Montelupone (Mc). La chiesa era stata danneggiata dal sisma del 2016. I lavori, attuati dalla Diocesi di Macerata con «contributi sisma 2016», sono stati progettati e diretti da Claudio Cardinali e Nicola Gobbi, ed eseguiti dalla Sardellini Costruzioni e dalla Eures Arte.

Tra le novità del rinnovato sito, il nuovo Rifugio del Pellegrino, struttura creata per l’accoglienza di turisti e fedeli in marcia lungo i Cammini Lauretani.

San Firmano nacque nel 951, probabilmente a Fermo; a 20 anni fu ordinato sacerdote simoniaco e dopo quindici anni abbracciò la regola benedettina. Proveniente dal convento di Acquacanina, fu il primo abate del monastero costruito alla fine del X secolo, per volere della «Pia Signora» dei Conti di Lornano. Una volta diventato abate, egli visse in questa chiesa fino alla sua morte, che avvenne l’11 marzo del 992. Anche dopo la scomparsa del santo, i monaci restarono nell’abbazia fino al 1468, provvedendo alla bonifica della vallata paludosa del Potenza.

L’Abbazia di San Firmano è rivolta verso Oriente e presenta una pianta rettangolare a tre navate concluse da absidi circolari. Lungo la navata centrale si allineano 12 pilastri (come gli Apostoli) che sostengono archi a tutto sesto. Al termine della navata, posto su un’alta e ripida scalinata costruita dopo il 1726, si trova l’altare con sopra la statua della Madonna della Scala. Tra le opere d’arte presenti in chiesa, un dipinto di Carlo Maratta (1625-1713) raffigurante «Il diacono Santo Stefano con i santi Pietro, la Maddalena e l’abate committente» e un affresco quattrocentesco, attribuito a Giacomo da Recanati, rappresentante la Madonna che sorregge con una mano il Bambino che benedice, con l’altra una rondinella, affiancata da san Firmano da una parte e dal martirio di San Sebastiano dall’altra.

«Ringraziamo l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e il Comune di Montelupone per la preziosa collaborazione istituzionale e sul piano tecnico-amministrativo; esprimiamo, inoltre, la nostra gratitudine a tutti coloro che, a vario titolo e livello, hanno partecipato alla realizzazione dell’intervento». Così si è pronunciata la Diocesi.

«Con il Rifugio del Pellegrino, ha detto il sindaco di Montelupone Rolando Pecora, mettiamo a disposizione un servizio importante per chi attraversa il nostro territorio lungo i cammini. Si tratta di un’opera che valorizza San Firmano e rafforza la vocazione all’accoglienza della nostra comunità, offrendo ai pellegrini un punto di riferimento concreto e funzionale. Questo intervento rappresenta anche un investimento sul futuro del territorio, perché unisce spiritualità e promozione turistica, contribuendo a far conoscere sempre di più un luogo ricco di storia e di identità».

Particolare di uno degli affreschi dell’Abbazia di San Firmano a Montelupone

Roberto Mercuzio, 10 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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