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DEUX SEAUX OVALES CRÉNELÉS EN PORCELAINE DE SÈVRES DU XVIIIe SIÈCLE PROVENANT DU SERVICE BEAU BLEU DE LOUIS XVI (stima 700 mila-1 milione di euro)

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DEUX SEAUX OVALES CRÉNELÉS EN PORCELAINE DE SÈVRES DU XVIIIe SIÈCLE PROVENANT DU SERVICE BEAU BLEU DE LOUIS XVI (stima 700 mila-1 milione di euro)

La collezione Rothschild arriva sul mercato: sarà una delle aste dell'anno, e sarà a Parigi

Artcurial porta sul mercato una delle più importanti vendite dell'anno con Le goût Rothschild en héritage, dedicata all'eredità di Henri de Rothschild. Dipinti, porcellane di Sèvres, libri rari e manoscritti raccontano oltre un secolo di collezionismo aristocratico europeo. L'asta (n. 6587) si terrà il 22 settembre 2026 alle ore 14.30 nella sede di Artcurial a Parigi, accompagnata da un'esposizione pubblica dedicata a una delle più straordinarie collezioni private rimaste in ambito familiare.

Sophie Seydoux

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Più che un'asta, è l'apertura di un archivio familiare rimasto sostanzialmente intatto per oltre un secolo. Con la vendita dedicata all'eredità di Henri de Rothschild, Artcurial porta sul mercato un nucleo di opere che racconta dall'interno una delle più importanti dinastie del collezionismo europeo. Non si tratta infatti della dispersione di una raccolta costruita in pochi decenni, ma della stratificazione di quattro rami della famiglia Rothschild confluiti nella figura di Henri, medico, imprenditore, drammaturgo e collezionista, considerato dagli specialisti uno degli eredi più significativi della dinastia.

Come sottolinea Matthieu Fournier, banditore e direttore associato di Artcurial, i lotti provengono da uno degli ultimi discendenti diretti di Henri de Rothschild, oggi privo del cognome della famiglia, circostanza che rende questa vendita ancora più rara. «Si tratta di una collezione di famiglia molto personale», spiega Fournier, evidenziando come la raccolta sia rimasta sostanzialmente preservata all'interno della discendenza.

Un patrimonio nato da quattro eredità

Per comprendere il significato della vendita è necessario risalire alla genealogia della famiglia Rothschild, costruita intorno ai cinque rami fondati dai figli di Mayer Amschel Rothschild: Francoforte, Vienna, Napoli, Londra e Parigi. Henri de Rothschild occupa una posizione quasi unica all'interno di questa geografia familiare. Attraverso il padre Nathan James Édouard eredita il ramo inglese, mentre la madre Laura Thérèse von Rothschild gli trasmette il patrimonio proveniente da Francoforte e, indirettamente, dalla linea napoletana. A queste successioni si aggiungono quelle della nonna Charlotte, dello zio Arthur e della sorella Jeanne Léonino, morta senza discendenza.

«Ogni eredità aggiunge un ulteriore strato», osserva Fournier. Il risultato è una collezione che riflette oltre mezzo secolo di gusto collezionistico della famiglia Rothschild, una delle grandi protagoniste del mercato europeo tra Ottocento e primo Novecento.

Henri de Rothschild, il collezionista fuori dagli schemi

A differenza di molti membri della famiglia, Henri de Rothschild non seguì la tradizionale carriera da banchiere. Orfano di padre a nove anni, studiò medicina e trasformò il proprio patrimonio in uno strumento di sperimentazione sociale e imprenditoriale. Finanziò le ricerche di Marie Curie, promosse la diffusione della pastorizzazione del latte destinata alle fasce popolari, fondò una casa automobilistica e costruì un teatro a Pigalle, dove mise in scena una trentina di opere teatrali firmandosi con lo pseudonimo di André Pascal.

La sua attività di collezionista riflette questa personalità poliedrica. Più che accumulare opere attraverso il mercato, Henri ricevette gran parte della raccolta per successione familiare, integrandola con acquisizioni mirate e coltivando parallelamente una passione quasi ossessiva per autografi, lettere e manoscritti, tanto da donare in seguito una parte consistente della raccolta alla Bibliothèque nationale de France.

Il capolavoro della vendita: due rarissime porcellane di Luigi XVI

Il lotto destinato a concentrare l'attenzione internazionale è costituito da due eccezionali secchielli merlati in porcellana tenera di Sèvres, stimati tra 700.000 e un milione di euro. Realizzati tra il 1785 e il 1791 e dipinti da Pierre-André Leguay, appartenevano al celebre servizio mitologico commissionato per Luigi XVI. Decorati con episodi dedicati a Didone ed Enea e Adone e Psiche, rappresentano gli unici elementi in vetro del servizio originario.

La loro storia attraversa oltre due secoli di collezionismo europeo. Dopo essere usciti dal servizio nel 1793, finirono nelle collezioni del futuro Louvre, mentre il resto del servizio — composto da 126 pezzi — venne acquistato nel 1811 dal futuro Giorgio IV ed è oggi conservato al Castello di Windsor. I due secchielli ricompaiono soltanto nel 1873, quando Charlotte de Rothschild li acquista per 2.200 sterline, cifra allora eccezionale. La loro riapparizione sul mercato rappresenta quindi un evento di assoluto rilievo, considerando che quasi l'intero servizio è oggi custodito in musei e collezioni pubbliche.

Guardi, Van Goyen e il gusto Rothschild

La vendita restituisce anche il profilo culturale della famiglia attraverso una selezione di dipinti che riflette il gusto cosmopolita dell'aristocrazia europea tra XVIII e XIX secolo.

Tra i principali figurano il Capriccio architettonico di Francesco Guardi, testimonianza della passione dei Rothschild per la pittura veneziana; Barche da pesca sulla riva sotto un cielo nuvoloso di Jan van Goyen, espressione della tradizione paesaggistica olandese; e il raffinato Ritratto di donna con cane nero di François-Hubert Drouais, interprete della ritrattistica francese del Settecento. A questi si affiancano preziose edizioni bibliografiche, tra cui il Voyage sentimental di Laurence Sterne e l'edizione del 1623 delle Œuvres di Pierre de Ronsard, ulteriore testimonianza di un collezionismo che non separava arti figurative, libri e manoscritti.

Quando la provenienza diventa valore

Al di là delle singole opere, la vendita conferma una delle tendenze più solide del mercato internazionale: il crescente valore attribuito alla cosiddetta "provenance". Le grandi raccolte familiari continuano infatti a rappresentare uno dei segmenti più ricercati del mercato, perché offrono qualcosa che nessuna acquisizione contemporanea può ricostruire: una storia coerente, una genealogia documentata e un'identità culturale riconoscibile. In questo caso il valore della collezione non risiede soltanto nella qualità dei singoli lotti, ma nella possibilità di leggere, attraverso le opere, il gusto e le strategie di una famiglia che per oltre due secoli ha contribuito a definire il collezionismo europeo. La vendita Artcurial restituisce così non soltanto un insieme di capolavori, ma il ritratto di una dinastia che ha fatto dell'arte uno dei principali strumenti di rappresentazione culturale e sociale.

Sophie Seydoux, 13 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Sophie Seydoux

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