Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Virtus Zallot
Leggi i suoi articoliUna lontana città di Chiara Frugoni è un volume da leggere o rileggere. Uscito per Einaudi nel 1983, è ora rieditato da il Mulino in versione più ricca di immagini: 130 a colori divise in cinque inserti e 60 in bianco e nero, queste ultime integrate al testo. Tale rafforzato (per numero e qualità) repertorio iconografico non è decorativo o ammiccante ma sostanziale, facilitando e migliorando la fruizione dello scritto di Chiara Frugoni, oltretutto (come sempre) di piacevolissima lettura.
L’utilizzo delle immagini quale documento storico da integrare alle fonti tradizionali è stato infatti cifra del lavoro della grande medievista, scomparsa nel 2022. Frugoni ha dimostrato non solo quanto esse possano contribuire alla ricostruzione e comprensione della storia, ma anche quanto la conoscenza della storia sia necessaria per leggerle e interpretarle. In tale prospettiva, in questo come negli altri suoi libri, fornisce non solo contenuti ma un modo di procedere e di fare ricerca. Nel libro indaga raffigurazioni di insiemi e frammenti urbani, evidenziando come la loro restituzione grafica corrisponda e risponda a specifiche esigenze di comunicazione contestuali e contingenti, di cui si fanno testimoni.
Di relazioni spaziali, deformazioni, gerarchie e selezioni Frugoni evidenzia dunque la funzione espressiva soffermandosi, per esempio, sull’ideogramma di città contrapposto all’azione che vi si svolge, sul davanti all’edificio utilizzato per indicare il dentro e sull’ambientazione non spaziale ma concettuale, che diviene attributo iconografico di personaggi o scenografia di eventi, di cui esprime valori o disvalori. Nella ricostruzione di Frugoni, anche l’irrompere della realtà nelle immagini del XIV secolo trova ragioni nelle mutate condizioni sociali ed economiche, di cui la città era luogo e centro propulsore. Persino la clessidra che Ambrogio Lorenzetti assegnò alla personificazione di Temperanza, nell’«Allegoria del Buon Governo» (1338-39) affrescata nella Sala dei Nove in Palazzo Pubblico a Siena, diviene segno dei tempi; altrettanto (raffigurazione entro la raffigurazione) i modellini di città recati dai santi protettori. Segnalo, infine, l’approfondita lettura del ruolo (e delle forme scelte a visualizzarlo) degli edifici/città nei mosaici in Sant’Apollinare Nuovo, a Ravenna, o negli affreschi di Ambrogio Lorenzetti nella Sala sopra citata. Affrontiamo dunque questo libro per nulla invecchiato e ora più bello: un’eredità preziosa che si rinnova.
Una lontana città. Sentimenti e immagini nel Medioevo
di Chiara Frugoni, 290 pp., 190 ill. col. e b/n, il Mulino, Bologna 2025, € 39
La copertina del volume
Altri articoli dell'autore
L’ignoranza dei riferimenti dottrinali e teologici ci impedisce di capire la raffigurazione della Natività che talvolta viene commentata con illazioni assurde
Di minimo ingombro effettivo ma ingombrante nella sostanza, affronta un tema insolito e con uno sguardo altro rispetto a quello degli storici e degli storici dell’arte
Le meravigliose Arche Scaligere proteggono da secoli il sonno eterno dei signori della città
Il contributo di Peter Cornelius Claussen ricostruisce le forme originarie e le relazioni con i contesti temporali e spaziali dei materiali lavorati dagli artisti marmorari attivi nella Capitale nel Medioevo



