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ARTE MEDIEVALE
In diverse occasioni il santo volle cedere le proprie vesti a persone in difficoltà, ma l’incontro con un lebbroso, cercato e non capitato, di contatto fisico e non di sola vicinanza, con il più misero tra i miseri e non con un povero appena diventato povero, segnò la sua esistenza
La rinuncia alle vesti segnò (e nell’arte visualizzò) la scelta del santo di farsi povero: l’episodio sancì un cambio esistenziale che fu rinascita, inaugurando una vita di santità
Il progetto si concentrerà specificamente su tre aree in condizioni critiche: la parete di controfacciata, la parete sinistra e quella destra, dove il rischio di distacco e perdita di materia pittorica risulta più elevato e immediato. Durata prevista: quattro mesi
Scegliendo la povertà, il santo rinunciò anche alle calzature. Ciononostante, i piedi deformati dal troppo camminare, sporchi e feriti, sono diventati gloriosi
Il Santo volle per sé e per i suoi compagni delle vesti talmente ruvide e povere che nessuno avrebbe potuto desiderarle e di stoffa non tinta, ma del colore della sorella allodola per essere di esempio «ai religiosi che non debbano avere abiti eleganti e fini, ma di tinta smorta, come la terra»
Un team di ricercatori della Relicta Foundation ha utilizzato anche rilevamenti geofisici, Lidar con droni e carotaggi profondi per indagare su un’area di circa 6 ettari. Nel 2020 una ricerca con metal detector aveva «fruttato» fibbie di cintura, attrezzi, spille e monete
Il ritrovamento è stato effettuato nella cittadina lariana sotto la Cappella della Madonna di Lourdes. I reperti anatomici verranno spediti per essere studiati al laboratorio Labanof dell’Università degli Studi di Milano
Cristina Rabosio scompone il mosaico nei suoi elementi iconografici, per sottoporli a un’analisi e svelarne il pensiero teologico ed ecclesiale, in relazione al contesto storico e nel confronto con altre immagini
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Gli uccelli non solo gli prestavano attenzione ma gli «manifestarono il loro gaudio secondo la propria natura, con segni vari, allungando il collo, spiegando le ali, aprendo il beccuccio e guardandolo»
Nell’estate del 1219 ebbe luogo l’incontro tra san Francesco e al-Malik al-Kāmil, sultano d’Egitto: «da una predica per convertire, siamo passati a una sfida da vincere»
L’assenza di empatia verso l’infanzia, oltre a registrare le consuetudini di un tempo in cui i bambini erano di competenza femminile, risentì certo delle scelte di vita del santo, oltre che della sensibilità e mentalità dei suoi biografi
La newyorkese Friedman Benda avrà un booth monografico dedicato allo studio italiano Formafantasma fondato nel 2009 da Andrea Trimarchi e Simone Farresin
Quale Francesco ci è stato tramandato dal 3 ottobre 1226 ad oggi? Quale Francesco abita l’arte medievale? Proviamo a cercare le risposte nell’iconografia
Al Musée de Cluny, che conserva il ciclo di arazzi e capolavoro tardomedievale de «La dama con l’unicorno», è riunito un centinaio tra manoscritti, dipinti, oreficerie, sculture e dipinti dedicati alla creatura fantastica
A erogare la somma è il magnate di hedge fund americano Igor Tulchinsky, di formazione matematico, affascinato dalla «grande maestria artigianale, anche in campo matematico», dalle simmetrie e dalle proporzioni del fragilissimo manufatto medievale. Intanto la vendita dei biglietti è promossa da un tabellone in Piccadilly Circus
La notizia della ristrutturazione dell’ex Canonica di una Parrocchia di San Mauro Torinese, nella cintura del capoluogo piemontese, per trasformarla in un piccolo museo, fa da pretesto per «ri-scoprire», dopo oltre 15 anni, una meraviglia dell’XI secolo. La descrive un articolo-saggio di Costanza Segre Montel














