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VIRTUS ZALLOT
La rinuncia alle vesti segnò (e nell’arte visualizzò) la scelta del santo di farsi povero: l’episodio sancì un cambio esistenziale che fu rinascita, inaugurando una vita di santità
Scegliendo la povertà, il santo rinunciò anche alle calzature. Ciononostante, i piedi deformati dal troppo camminare, sporchi e feriti, sono diventati gloriosi
Il Santo volle per sé e per i suoi compagni delle vesti talmente ruvide e povere che nessuno avrebbe potuto desiderarle e di stoffa non tinta, ma del colore della sorella allodola per essere di esempio «ai religiosi che non debbano avere abiti eleganti e fini, ma di tinta smorta, come la terra»
Cristina Rabosio scompone il mosaico nei suoi elementi iconografici, per sottoporli a un’analisi e svelarne il pensiero teologico ed ecclesiale, in relazione al contesto storico e nel confronto con altre immagini
Gli uccelli non solo gli prestavano attenzione ma gli «manifestarono il loro gaudio secondo la propria natura, con segni vari, allungando il collo, spiegando le ali, aprendo il beccuccio e guardandolo»
Nell’estate del 1219 ebbe luogo l’incontro tra san Francesco e al-Malik al-Kāmil, sultano d’Egitto: «da una predica per convertire, siamo passati a una sfida da vincere»
L’assenza di empatia verso l’infanzia, oltre a registrare le consuetudini di un tempo in cui i bambini erano di competenza femminile, risentì certo delle scelte di vita del santo, oltre che della sensibilità e mentalità dei suoi biografi
Quale Francesco ci è stato tramandato dal 3 ottobre 1226 ad oggi? Quale Francesco abita l’arte medievale? Proviamo a cercare le risposte nell’iconografia
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Straordinario museo diffuso, la vallata lombarda è punteggiata di interni affrescati tra XIV e XV secolo, prevalentemente da Giovan Pietro da Cemmo, il più noto e prolifico pittore del Rinascimento camuno, periferico ma vivido e vivacissimo
In pose varie e sconvenienti, alcune figure di quell’epoca contrastano con la compostezza (etica e fisica) dei santi, interpretando un eterno Carnevale, se il Carnevale è vitalità e sregolatezza che esondano dai giorni che il calendario concede
L’utilizzo delle immagini quale documento storico da integrare alle fonti tradizionali è stato cifra del lavoro della grande medievista Chiara Frugoni, autrice del volume riedito da il Mulino
L’ignoranza dei riferimenti dottrinali e teologici ci impedisce di capire la raffigurazione della Natività che talvolta viene commentata con illazioni assurde
Di minimo ingombro effettivo ma ingombrante nella sostanza, affronta un tema insolito e con uno sguardo altro rispetto a quello degli storici e degli storici dell’arte
Le meravigliose Arche Scaligere proteggono da secoli il sonno eterno dei signori della città
Il contributo di Peter Cornelius Claussen ricostruisce le forme originarie e le relazioni con i contesti temporali e spaziali dei materiali lavorati dagli artisti marmorari attivi nella Capitale nel Medioevo
Autore di una celebre e fondamentale Cronaca, narra di grandi avvenimenti storici, ma anche di pettegolezzi, e di pulci. Sullo sfondo, la costruzione della cattedrale e del battistero di Parma e la fioritura dei Comuni italiani














