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Giorgio Morandi Natura morta, 1963 olio su tela, 30 x 35 cm Collezione Privata, Giappone, Courtesy Tornabuoni Art © Adagp, Paris, 2026

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Giorgio Morandi Natura morta, 1963 olio su tela, 30 x 35 cm Collezione Privata, Giappone, Courtesy Tornabuoni Art © Adagp, Paris, 2026

La linea Picasso-Morandi-Parmiggiani

Tornabuoni Art a Venezia indaga la pittura moderna attraverso un'inedita analisi della natura morta

Margherita von Guggenberg

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Approdano a Venezia tre grandi nomi dell’arte contemporanea per una mostra che esplora le dimensioni eclettiche della natura morta. Si tratta di «Picasso, Morandi, Parmiggiani. Still Lifes», esposizione organizzata in occasione della 61a Biennale d’arte di Venezia dalla Fondazione Tornabuoni Art con la collaborazione straordinaria del Musée national Picasso-Paris e della Fondazione Musei Civici di Venezia
Il progetto, unico nel suo genere per la tematica e per l’approccio allo spazio espositivo, è stato curato da Cécile Debray —presidente del Musée national— e sarà l’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa ad accogliere le opere nella sua sede principale in Galleria di Piazza san Marco. La mostra verrà inaugurata con una preview stampa il 5 e il 6 maggio prima di aprire al pubblico giovedì 7 maggio, e sarà visitabile dal mercoledì alla domenica fino al 25 di luglio. 

Tre figure capitali dell’arte del Novecento sono messi a confronto per osservare i loro differenti approcci alle potenzialità della natura morta e le interpretazioni artistiche che fioriscono dalle loro indagini sulla realtà. Debray parte dalla costruzione della «messa in scena» di nature morte e Vanitas con un approccio espositivo incentrato sul ricomporre l’atmosfera suggestiva dell’atelier artistico— un elemento fondamentale nel processo di ideazione —e interpretazione— della distribuzione dello spazio modellata da queste opere d’avanguardia. I tre artisti hanno modalità completamente diverse di scuotere le convenzioni artistiche del genere: a partire da Picasso, il quale assembla bricolage di sagome e oggetti accumulati nel tempo in bodegones metafisiche che da riproduzione formale diventano riflessioni trascendentali. In occasione della mostra il Musée national Picasso-Paris ha concesso in prestito 14 opere cubiste dell’artista spagnolo che verranno esposte in dialogo con altrettante tele di Morandi provenienti da prestigiose istituzioni nazionali e internazionali, fra cui una natura morta svelata al pubblico per la prima volta durante la 31a Biennale d’arte e poi esposta molto raramente. 
Forse il pezzo più entusiasmante nella rassegna di «Still Lifes» è l’opera inedita di Claudio Parmiggiani, prodotta appositamente per l’ultima sala della mostra: un’aggiunta monumentale alla sua serie di Delocazioni che trae ispirazione dalle frequenti visite all’atelier di Morandi. Veniamo incoraggiati a introdurci anche noi in questi covi creativi, per cogliere le sottili connessioni tecniche e spirituali che rimangono al centro dello sguardo curatoriale. 

I rapporti formali e concettuali evidenziati ci spingono a riflettere sulla natura morta come genere in costante evoluzione, capace di proporre meditazioni sul tempo e sull’arte stessa alterando la materia e gli strumenti con cui si decide di costruirla, o che si sceglie di porre come soggetto. In linea con i precedenti progetti di Tornabuoni Art la Fondazione Bevilacqua La Masa propone ai visitatori una narrazione attraverso i grandi nomi dell’arte contemporanea in una chiave interpretativa metodica, analitica, un’occasione di cogliere l’andamento delle correnti contemporanee italiane in dialogo con i loro corrispettivi internazionali. 


 

Margherita von Guggenberg, 29 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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