Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
BIENNALE ARTE DI VENEZIA 2026
«Vorremmo che fosse un modo di abbracciare tutte le persone che abbiamo incontrato nel nostro percorso insieme a quelle che visiteranno la mostra», spiega la curatrice del Padiglione Italia alla 61ma Mostra Internazionale d’Arte
Opere che fanno riflettere, che raccontano di eventi drammatici, di violenze e soprusi. A Palazzo Grassi Michael Armitage e Amar Kanwar, mentre a Punta della Dogana Lorna Simpson e Paulo Nazareth
A Ca’ Pesaro, nella stagione della Biennale, la prima ampia mostra veneziana di Jenny Saville ripercorre oltre trent’anni di ricerca sulla figura e sulla materia pittorica. Dal confronto con la tradizione veneziana ai cicli più recenti segnati da immagini di guerra e dolore collettivo, la pittura torna come dispositivo critico capace di interrogare il corpo nell’epoca della sua ipervisibilità
Nel Padiglione francese, l’artista parigina costruisce un percorso espositivo che abita l’instabilità del presente, trasformando la malinconia in una forma attiva di conoscenza
Nonostante il ritiro della sua opera dalla Biennale Arte di Venezia 2026, «Elegy» sarà esposta dal 4 maggio al 31 luglio nel sestiere di Castello per poi approdare a Londra ad ottobre
Per l’occasione l’artista presenterà un’installazione monumentale concepita come un ambiente immersivo di forte impatto visivo: un invito a superare letture univoche per entrare in un territorio percettivo più instabile, dove l’immagine si offre come campo aperto di significati
Marinella Senatore presenta «We Rise by Lifting Others» alla Casa di The Human Safety Net, un progetto partecipativo che trasforma esperienze collettive in arte immersiva. La mostra integra laboratori con famiglie vulnerabili e installazioni multimediali, tra luminarie e arazzi, valorizzando il potenziale individuale e la collaborazione
Il progetto dell’artista lituana, una film installazione multicanale che intreccia performance, video, poesia e canto, attinge ad antichi rituali matriarcali per ritrovare una connessione con il mondo e il tempo presente
Articoli precedenti
Il Padiglione Centrale ai Giardini è stato oggetto di lavori di riqualificazione per sedici mesi grazie a un contributo di 31 milioni di euro del Ministero della Cultura
L’Art Not Genocide Alliance torna «all’attacco» pubblicando una lettera aperta alla quale hanno aderito artisti, curatori e operatori del settore artistico che parteciperanno alla manifestazione indirizzata al Presidente e al Consiglio direttivo: «Facciamo questo a sostegno dei nostri colleghi artisti e operatori culturali in Palestina»
Il racconto a Palazzetto Tito, frutto di una collaborazione tra Fondazione Bevilacqua La Masa e l’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna, prende avvio dalle ceramiche d’uso quotidiano, espressione di una cultura materiale profondamente radicata nella vita domestica e rituale dell’isola tra Otto e Novecento
Nella nuova trilogia di film «Do U Dare!», che sarà presentata Venezia in occasione della prossima Biennale Arte, l’artista iraniana si ispira alla tragica storia di isolamento e ossessione artistica di Nasim Najafi Aghdam, fuggita bambina dall’Iran e morta suicida dopo aver tentato una strage nella sede californiana della piattaforma di condivisione video
Il rogo, scoppiato questa mattina per un probabile corto circuito e alimentato dal forte vento, non sembra aver provocato feriti né danni alle strutture interne
La galleria Mare Karina presenta la prima mostra italiana di Hanna Rochereau e coordina proiezioni serali a Palazzo Nervi Scattolin, con opere di Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki e Tai Shani, tra videoarte, fotografia e scultura
A pochi giorni dall’avvio della Biennale, Dries Van Noten e Patrick Vangheluwe inaugurano a Venezia la Fondazione Dries Van Noten, ospitata a Palazzo Pisani Moretta sul Canal Grande. Il progetto si presenta come una piattaforma dedicata all’artigianato, alle pratiche interdisciplinari e ai processi del fare. La prima mostra, The Only True Protest Is Beauty, segna l’ingresso di un nuovo soggetto privato nel già denso ecosistema culturale veneziano.
Protagonista del grande edificio ai Giardini sarà una selezione delle cartoline postali che l’artista spagnolo raccoglie ossessivamente da oltre vent’anni. All’esterno si terranno varie performance















