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BIENNALE ARTE DI VENEZIA 2026
A trent’anni da Chihuly Over Venice, l’artista americano installa tre nuove opere monumentali lungo il Canal Grande e attiva un centro espositivo e archivistico all’Istituto Veneto. Il progetto intreccia spettacolarità pubblica, rilettura storica e posizionamento istituzionale nel contesto della Biennale
Con «RedSkyFalls» l’artista ha ideato, per il ritorno al Fondaco Marcello, un progetto a più voci ispirato alle possibilità di tornare a percepire la pulsazione del mondo, tra tecnologia e onde sismiche
A Le Stanze del Vetro il terzo capitolo del progetto dedicato alla presenza del vetro muranese alla Biennale dal 1948 al 1958 con i lavori delle più importanti vetrerie, da Venini a Barovier & Toso, da Seguso Vetri d’Arte a Barbini
Dal prossimo 5 maggio la Venice Gardens Foundation apre le porte del giardino restaurato con un progetto espositivo della grande fotografa. Un dialogo intimo tra natura, memoria e le note di Arvo Pärt
Curato da Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers, si articola nel Giardino Mistico e nel Complesso di Santa Maria Ausiliatrice. Presenta commissioni sonore dedicate a Ildegarda di Bingen e uno spazio archivistico che include libri, opere e materiali legati alla sua eredità
Nella tenda di Rirkrit Tiravanija avrà luogo un «concerto a più voci» composto da un film dell’artista qataro-americana Sophia Al-Maria, delle performance del libanese Tarek Atoui, da una scultura della kuwaitiana-portoricana Alia Farid e un programma culinario dello chef palestinese Fadi Kattan
Il progetto, promosso da Etnia Eyewear Culture coincide con i 25 anni di attività di Etnia Barcelona e ne rappresenta la sintesi: un’azienda nata con una vocazione culturale esplicita che sceglie per celebrare il proprio anniversario un impegno permanente, restituendo alla comunità la Chiesa dell’Abbazia della Misericordia
Nota per il suo approccio estremo, che porta in scena senza mezzi termini violenza e sesso esplicito, sangue e religione, l’artista viennese sta lavorando anche alla Performance di Pentecoste, che si svolgerà il 23 maggio a Prinzendorf
Articoli precedenti
Alla Biblioteca Nazionale Marciana le opere di Lara Favaretto e Monia Ben Hamouda mettono in crisi linguaggio e memoria mentre a Milano la scultura «Ya’aburnee» prolunga la riflessione nello spazio urbano
Simon Mordant, già commissario del Padiglione Australia nel 2013 e nel 2015, ha presentato a Roma il cocktail «The Reflection», definito come «espressione sensoriale di Venezia e della sua identità culturale»
Se il primo tende all’eternità della forma, il secondo introduce una visione segnata dall’entropia, dalla trasformazione e dalla fragilità dei sistemi naturali
Tra mostre personali, collettive e progetti site specific, la galleria, durante la Biennale Arte 2026, costruisce una costellazione di interventi che dialogano con i temi della contemporaneità
Il 7 maggio, in concomitanza con la 61. Biennale d’Arte, un programma di mostre e performance inaugurerà «il salto nel futuro» dell'isola lagunare abbandonata dagli anni Sessanta, che diventerà un luogo di ricerca e produzione artistica e un laboratorio di riflessione ecologica
Per il suo padiglione all’Arsenale di Venezia, l’artista palestinese-saudita sta «lavorando con un’ampia comunità di artigiani, seguendo una tradizione artigianale del “molte mani”»
Per la propria interpretazione della città lagunare l’artista porta un’installazione immersiva in cui il suono diventa materia viva e generativa nata dall’idea che alcuni suoni esistano solo sotto la superficie
Realizzato in concomitanza con la Biennale di Venezia 2026 e promosso da Galleria Gaburro insieme alla Linda and Guy Pieters Foundation, il progetto mette in scena un dialogo serrato tra pittura e scultura, tra luce e materia













