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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliA Copenaghen quasi un secolo dopo la realizzazione della prima «Sirenetta» (opera dello scultore Edvard Eriksen: venne inaugurata nell’agosto del 1913), ispirata dall’omonima fiaba di Hans Christian Andersen, lo scultore Peter Bech nel 2006 ne aveva realizzata una nuova versione in pietra, di enormi dimensioni: misura 4 metri per 6, per un peso di 14 tonnellate. La figura è ritta, con le mani appoggiate sulla roccia, e ha un seno di grandi dimensioni.
Fin dal suo apparire questa scultura ha suscitato clamore. L’autore dell’opera, per parte sua, sostiene che la figura sia tutta ben proporzionata. Il quotidiano «Politiken» invece ha definito l’immensa sirena «brutta e pornografica». E dalle pagine di «Berlingske» (il più antico quotidiano danese, fondato nel 1749) si sottolinea: «Certo che erigere una statua del sogno febbrile di un uomo su come dovrebbe essere una donna non aiuta le donne ad accettare il proprio corpo». Lo scultore, secondo quanto riportato dal quotidiano «The Guardian», non capisce dove stia il problema.
La scultura era stata collocata nel forte di Dragør nel 2018, dopo esser stata rimossa dal porto di Langeline, dove era stata originariamente installata, vicino alla ben più celebre «gemellina». I residenti hanno denunciato che la nuova e immensa sirena era «falsa e volgare» e hanno fatto pressione affinché non fosse collocata vicino all’originale di Edvard Eriksen.
Anche la sua nuova collocazione al Forte di Dragør non è piaciuta ai cittadini e alle autorità. L’agenzia per la conservazione del patrimonio ha deciso la rimozione dell’opera dalla sua attuale collocazione, rifiutando inoltre la donazione dell’opera da parte dell’artista, che vorrebbe che la sua opera rimanesse lì, anche se non nella fortezza storica. L’assessore al clima, all’urbanistica e al commercio di Dragør ha dichiarato che è «difficile da collocare perché occupa molto spazio».
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