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Alessandro Piangiamore, «After-life», 2026.

Credits Roberto Apa. Courtesy Repetto Gallery, Lugano.

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Alessandro Piangiamore, «After-life», 2026.

Credits Roberto Apa. Courtesy Repetto Gallery, Lugano.

«La polvere ci mostra che la luce esiste», la riflessione lirica di Alessandro Piangiamore

La Repetto Gallery presenta la prima personale di Alessandro Piangiamore, «La polvere ci mostra che la luce esiste», un percorso tra video, sculture e installazioni che esplora fragilità, effimero e visibilità, trasformando polvere, luce e materia in metafora poetica, accompagnato da catalogo con saggi di Andrea Cortellessa e Julien Fronsacq

La Repetto Gallery di Lugano apre le sue porte alla prima personale di Alessandro Piangiamore negli spazi della galleria, con una mostra dal titolo evocativo: «La polvere ci mostra che la luce esiste». L’esposizione, visitabile dal 21 marzo al 26 giugno 2026, offre un’immersione nell’universo poetico e sensibile dell’artista siciliano, che da anni indaga il confine sottile tra materia e immagine, tra visibile e invisibile.

Il titolo prende ispirazione da «La conoscenza accidentale» del filosofo francese Georges Didi-Hubermann, in particolare dal capitolo «La polvere in sospensione». La polvere diventa metafora di ciò che si manifesta solo nel momento di un passaggio, di un urto, di un attraversamento: un simbolo di fragilità e al contempo di rivelazione, che trova una perfetta corrispondenza nel lavoro di Piangiamore.

Nelle sue opere, la polvere, la terra, la luce, l’aria, i colori e persino gli odori dialogano tra loro, creando un immaginario sospeso tra dimensione reale ed effimera. Come scrive il filosofo, la polvere «non si vede se non quando viene attraversata dalla luce»: un istante di visibilità che rende palpabile ciò che altrimenti sfuggirebbe, un equilibrio precario tra ciò che si dissolve e ciò che tenta di permanere.

La mostra presenta una selezione poliedrica di video, installazioni, sculture e opere su carta, tutte segnate da atti di manipolazione e distorsione, impronte e tentativi di catturare ciò che per natura è effimero. Il percorso espositivo, diventa così un’esperienza sensoriale e concettuale: come scrive Italo Calvino in «Collezione di sabbia», chi raccoglie con costanza le piccole particelle del mondo riesce a «toccare la struttura silicea dell’esistenza», a cogliere la sostanza delle cose tra fragilità e permanenza.

Ad accompagnare la mostra sarà pubblicato un catalogo illustrato in italiano e inglese, con un saggio di Andrea Cortellessa, critico letterario e storico della letteratura, e un testo di Julien Fronsacq, Chief Curator del MAMCO di Ginevra, pubblicato da SilvanaEditoriale.

Redazione GdA, 08 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

«La polvere ci mostra che la luce esiste», la riflessione lirica di Alessandro Piangiamore | Redazione GdA

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