Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

La pista di pattinaggio su ghiaccio per le prove di velocità sul lago di Misurina, gennaio-febbraio 1956

Fotografia di Publifoto. Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Image

La pista di pattinaggio su ghiaccio per le prove di velocità sul lago di Misurina, gennaio-febbraio 1956

Fotografia di Publifoto. Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

La strada per Cortina 1956 porta alle Gallerie d’Italia-Milano

In una mostra nel museo meneghino, 86 fotografie scelte dal curatore Aldo Grasso illustrano le prime olimpiadi invernali ospitate in Italia, nella celebre stazione sciistica del Bellunese, in un anno centrale per il cosiddetto «miracolo economico»

Roberto Mercuzio

Leggi i suoi articoli

Si tiene nella sede delle Gallerie d’Italia-Milanodal 6 febbraio al 3 maggio, la mostra fotografica «La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956». Le 86 immagini scelte dal curatore Aldo Grasso, tutte prodotte dall’agenzia giornalistica Publifoto Milano, faranno rivivere i momenti salienti delle prime olimpiadi invernali ospitate in Italia, a Cortina d’Ampezzo, dal 26 gennaio al 5 febbraio 1956.

Publifoto seguì diffusamente i Giochi Olimpici invernali del 1956, con oltre 100 servizi prodotti e 1400 fotografie scattate, con l’intervento di sei dei suoi fotografi più esperti. Venne impegnato soprattutto il comparto produttivo dedicato allo sport (il cui archivio oggi si trova in gran parte presso lo Csac dell’Università di Parma, da cui provengono molte delle fotografie esposte), ma partecipò anche quello impegnato nella cronaca e quello rivolto alle committenze per le imprese, che in quella circostanza molto investirono nella comunicazione.

L’allestimento ripercorrerà l’evento di settant’anni fa a partire dalla realizzazione delle strutture, con la costruzione dello Stadio olimpico del ghiaccio e del Trampolino Italia, ma esplorerà anche il «dietro le quinte» della manifestazione, dalla cerimonia di inaugurazione fino alla serata conclusiva. Alle suggestive immagini di cronaca, con gli sportivi in allenamento o ripresi nel tempo libero, il pubblico e i giornalisti, faranno da contraltare le fotografie richieste dalle imprese per promuovere il proprio marchio all’interno del maggior evento sportivo mondiale, ospitato in un anno centrale per il cosiddetto «miracolo economico» dell’Italia.

Cortina 1956TM fu un momento dirimente: per la prima volta nella sua storia l’Italia si presentava come un Paese capace di progettare una manifestazione internazionale, a pochi anni dalla fine di una guerra persa, per riconquistare la credibilità perduta. Seppure fosse ancora in piena ricostruzione, dimostrò al pubblico internazionale di essere in grado di organizzare un evento complesso in modo efficiente e impeccabile, trasmettendolo addirittura in diretta televisiva in molti paesi europei.

Per l’occasione, tutte le fotografie su Cortina d’Ampezzo 1956TM conservate dall'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo realizzate dall'agenzia - 270 fra bianco e nero e colore - sono state restaurate, digitalizzate, catalogate e aperte on line alla pubblica fruizione a cura dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo.

L’Archivio Publifoto, acquistato nel 2015 da Intesa Sanpaolo per valorizzarlo in quanto bene culturale nazionale, si conferma una fonte preziosa per ripercorrere la storia del Novecento italiano. La mostra rientra nel palinsesto Olimpiade Culturale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 di cui Intesa Sanpaolo è Banking Premium Partner.

Mezzi e attrezzatura Rai per le riprese dei VII Giochi Olimpici Invernali TM, 3 febbraio 1956. Fotografia di Publifoto. Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Sophia Loren a Cortina d'Ampezzo in occasione dei VII Giochi Olimpici Invernali TM, 30 gennaio 1956. Fotografia di Publifoto. Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Roberto Mercuzio, 22 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

La strada per Cortina 1956 porta alle Gallerie d’Italia-Milano | Roberto Mercuzio

La strada per Cortina 1956 porta alle Gallerie d’Italia-Milano | Roberto Mercuzio