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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliAl largo della costa di Copenaghen, in Danimarca, è stata scoperta da un’équipe di archeologi, a quanto parrebbe da un primo esame, la più grande nave da carico tardo medievale conosciuta finora, una scoperta che potrebbe offrire nuove informazioni sulla costruzione navale dell’epoca.
La nave, databile al XV secolo, è stata scoperta nell’Øresund, uno stretto tra la Danimarca e la Svezia, a una profondità di circa 13 metri. È stata portata alla luce dagli archeologi del Museo delle navi vichinghe della Danimarca nel corso di alcuni rilievi del fondale marino per il futuro quartiere Lynetteholm di Copenaghen. Dopo aver rimosso strati di sabbia e limo, il team ha trovato i resti di una imbarcazione lunga circa 27 metri, larga 8,8 metri e alta 5,8 metri, con una capacità di carico di 300 tonnellate. I funzionari del museo l’hanno definita una «super nave medievale» e l’hanno battezzata «Svælget 2». L’équipe di archeologi ha potuto studiare la sua struttura ancora intatta, compresa una buona parte delle sue attrezzature.
«È straordinario avere così tante parti delle attrezzature», ha dichiarato in un comunicato Otto Uldum, l’archeologo subacqueo che ha guidato gli scavi. «Non avevamo mai visto nulla di simile prima d’ora e questo ci offre una reale opportunità di dire qualcosa di completamente nuovo su come erano equipaggiate le navi per la navigazione».
Nel Medioevo le navi da carico divennero nel corso del tempo un mezzo efficiente per trasportare grandi quantità di merci. Le stive capienti superavano quelle di navi vichinghe come i knarr, mentre i fianchi imponenti le rendevano più difficili da abbordare durante le battaglie navali. A partire dal X secolo, le navi da carico rivoluzionarono il commercio a lunga distanza, rendendo possibile il trasporto anche di beni di uso quotidiano su lunghe distanze.
«Una nave con una capacità di carico così grande fa parte di un sistema strutturato in cui i mercanti sapevano che c’era un mercato per le merci che trasportavano», ha osservato Uldum. «Svælget 2 è un esempio tangibile di come si è sviluppato il commercio durante il Medioevo».
Mediante l’analisi dendrocronologica i ricercatori hanno datato Svælget 2 intorno al 1410, e hanno accertato che fu costruita con legname proveniente dalla Pomerania (l’odierna Polonia) e dai Paesi Bassi. Sebbene il suo carico sia andato perduto, il team ha trovato oggetti di uso quotidiano, dalle scarpe ai pettini, dalle pentole alle ciotole di ceramica.
Ha anche molto sorpreso gli archeologi la presenza del castello di poppa. Questi castelli, o ponti riparati, sono perlopiù noti ai ricercatori solo attraverso illustrazioni; in genere, solo la parte inferiore delle antiche navi tende a sopravvivere. Il castello in legno della Svælget 2, quindi, offre non solo una «prova archeologica», ha detto Uldum, ma «20 volte più materiale» da studiare.
È ancora presente anche la cucina in mattoni della nave, anche in questo caso un «unicum» per questa tipologia di imbarcazioni. Questo ambiente, costruito con circa 200 mattoni e 15 piastrelle, consentiva all’equipaggio di cucinare su un fuoco aperto. Nella stessa zona sono stati rinvenuti utensili da cucina in bronzo e ceramica. «Ciò testimonia il notevole comfort e l'ottima organizzazione a bordo», ha commentato Uldum.
«Ora sappiamo, senza ombra di dubbio, che gli ingranaggi potevano essere così grandi, che il tipo di nave poteva raggiungere queste vette», ha aggiunto Uldum. «Svælget 2 ci fornisce un pezzo importante del puzzle e ci permette di capire come la tecnologia e la società si siano evolute parallelamente, in un’epoca in cui il trasporto marittimo era la forza trainante del commercio internazionale».
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