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Willem de Kooning, Milkmaid (dettaglio)

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Willem de Kooning, Milkmaid (dettaglio)

L’asta in galleria: la scommessa di Lévy Gorvy Dayan parte da Willem de Kooning

L’idea è di evitare la competizione e la dispersione tipica dei grandi cataloghi d’asta, ma di isolare un singolo capolavoro offrendogli un palcoscenico unico e un’attenzione curatoriale assoluta

Riccardo Deni

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Nel panorama sempre più fluido del mercato dell’arte contemporanea, il confine tra l’attività delle gallerie e la dinamica delle case d’asta si fa oggi più sottile, segnando un’evoluzione che promette di riscrivere le regole dell’intermediazione. La nascita di LGD Hammer, la nuova piattaforma di vendita dal vivo lanciata da Lévy Gorvy Dayan, si inserisce in questo contesto non come una semplice estensione dei servizi commerciali, ma come un cambiamento strutturale guidato da un’intuizione precisa. Dominique Lévy, Brett Gorvy e Amalia Dayan, forti di un passato ai vertici di colossi come Christie’s e Sotheby’s, hanno deciso di invertire la rotta tradizionale: invece di inserire opere d'eccezione all'interno di cataloghi ampi, dove la competizione interna tra lotti è inevitabile, scelgono di isolare il capolavoro, offrendogli un palcoscenico unico e un’attenzione curatoriale assoluta.

La novità risiede in una sintesi inedita tra l'esposizione museale e l'adrenalina dell'asta. LGD Hammer non punta sulla quantità, ma sulla verticalità dell'esperienza. Il modello propone la vendita di una singola opera o di una collezione selezionata in un momento temporale studiato su misura per l’oggetto in questione, rivolgendosi a una cerchia di collezionisti globali accuratamente profilati. Questo approccio permette di garantire quella riservatezza e quella trasparenza che spesso il mercato privato e le grandi vendite pubbliche faticano a bilanciare contemporaneamente. La figura del gallerista torna così a essere centrale non solo nella negoziazione, ma anche nella conduzione del rito dell'asta, sfruttando una competenza tecnica maturata in decenni di carriera ai massimi livelli del settore.

Il debutto di questa piattaforma è fissato per sabato 16 maggio 2026, a New York, e non poteva che essere affidato a un’opera di straordinario rilievo storico: Milkmaid, un capolavoro tardo di Willem de Kooning eseguito nel 1984. Si tratta di una tela monumentale che incarna la ricerca di armonia e luce tipica dell’ultima fase creativa del maestro dell’Espressionismo Astratto. Già parte della collezione del San Francisco Museum of Modern Art, l’opera viene presentata con una stima tra i 10 e i 15 milioni di dollari e segna il suo esordio assoluto sul mercato delle aste. La scelta di de Kooning non è casuale, ma riflette la capacità del team di intercettare pezzi di eccezionale freschezza che raramente appaiono nei circuiti tradizionali.

L’evento sarà accompagnato da una presentazione dedicata negli spazi della galleria a New York, al civico 19 di East 64th Street, fino alla sera del 16 maggio quando Dominique Lévy impugnerà il martelletto, agendo nella doppia veste di esperta che ha curato l'esposizione dell'opera e quella di banditore che ne gestisce la contesa economica. Le offerte, che avverranno via telefono mentre l'asta sarà visibile online, manterranno nell'anonimato i partecipanti.

Willem de Kooning, Milkmaid

Riccardo Deni, 13 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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