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Tiepolo nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano

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Tiepolo nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano

L’inaccessibile Tiepolo della Basilica di Sant’Ambrogio si potrà ammirare durante la Milano Art Week

Dal 13 al 19 aprile sarà aperta eccezionalmente la Cappella dei Santi Bartolomeo e Satiro, in cui si trovano due importanti affreschi dell’artista veneziano

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Dal 13 al 19 aprile, in occasione di Milano Art Week, il percorso museale «Ambrosius. Il Tesoro della Basilica», inaugurato nello scorso dicembre nella Basilica di Sant’Ambrogio (ingresso da Piazza Sant’Ambrogio 23), aprirà eccezionalmente ai visitatori la Cappella dei Santi Bartolomeo e Satiro, normalmente inaccessibile, in cui si trovano due importanti affreschi di Giambattista Tiepolo (Venezia, 1696-Madrid, 1770) che narrano episodi delle vite dei santi Vittore e Satiro. Commissionati nel 1737 dai monaci cistercensi per la Cappella paleocristiana di San Vittore in Ciel d’oro o per la Sacrestia dei Monaci, e poi staccati nell’Ottocento e spostati nel dopoguerra nell’attuale cappella, i due dipinti rappresentano il «Martirio di san Vittore» e il «Naufragio di san Satiro», il fratello di Ambrogio, che scampò alla morte in una traversata dal Nord Africa grazie all’ostia consacrata che portava con sé. Due opere di una luminosità più intensa rispetto alle altre realizzate in Lombardia dal maestro veneziano, la seconda delle quali è stupefacente per il contrasto tra l’oscurità tenebrosa delle onde in burrasca e il chiarore salvifico del cielo abitato dagli angeli (a recuperarne la tavolozza intrisa di luce è stato il restauro eseguito nel 2020, in occasione della mostra in Palazzo Reale, a Milano, per il 250 anni dalla morte dell’artista). 

Oltre a poter vedere i due capolavori normalmente preclusi al pubblico, la visita offre l’occasione di conoscere i tesori artistici e spirituali conservati in questa basilica millenaria, scelti fra quelli che si riferiscono più strettamente alla figura di Ambrogio e alla basilica stessa. Introdotto da una sala multimediale con un video sulla vita del santo, il percorso museale si dipana all’interno della basilica, sfiorando il meraviglioso Altare di Volvinio (capolavoro dell’oreficeria del IX secolo, in oro e in argento), per entrare nell’Aula Ambrosii, l’antica sacrestia dei monaci, dove ora trovano posto il letto ligneo di Ambrogio e la scodella che si dice gli appartenesse, e altre meraviglie come la tarsia di pasta vitrea e smalti (IV-VI secolo) raffigurante un agnello.

Di qui si prosegue verso il sacello di San Vittore in Ciel d’oro (IV-VI secolo), dove si trova il celebre ritratto musivo di Ambrogio (il più antico che ci sia giunto, e il più «veritiero», come confermato dalle recenti indagini sul suo teschio e sullo scheletro) e, infine, entrare nel Capitolino, in cui sono esposte tante meraviglie, fra i quali l’«Urna degli Innocenti» in argento (XV secolo) e i cinque «Pleurants», figure dolenti in veste benedettina, in marmo di Candoglia dipinto, probabile parte di un corteo funebre che corredava un sepolcro della famiglia Della Croce. Per la visita è consigliabile verificare gli orari (ambrosiusiltesorodellabasilica.it) poiché le visite non sono consentite durante le liturgie.

Il Capitolino nel percorso «Ambrosius. Il Tesoro della Basilica». Foto: Marco Ottico

Ada Masoero, 13 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

L’inaccessibile Tiepolo della Basilica di Sant’Ambrogio si potrà ammirare durante la Milano Art Week | Ada Masoero

L’inaccessibile Tiepolo della Basilica di Sant’Ambrogio si potrà ammirare durante la Milano Art Week | Ada Masoero