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Installation view della mostra di Linda Carrara

Courtesy l’artista e la Galleria Tucci Russo, Torre Pellice e Torino. Ph: Archivio Fotografico Galleria Tucci Russo, Torre Pellice e Torino

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Installation view della mostra di Linda Carrara

Courtesy l’artista e la Galleria Tucci Russo, Torre Pellice e Torino. Ph: Archivio Fotografico Galleria Tucci Russo, Torre Pellice e Torino

Linda Carrara e il nero come campo di luce

Da Tucci Russo, pigmenti, frottage e cieli materici per una pittura che non rappresenta la natura ma ne segue le logiche

La ricerca pittorica di Linda Carrara si sviluppa da anni attorno a un’indagine rigorosa sulla materia della pittura considerata luogo in cui gli eventi visivi prendono forma. Nella mostra «Il punto focale», sino al 18 luglio, presentata negli spazi di Tucci Russo Chambres d’Art, questa riflessione si intreccia con un gesto preliminare di orientamento: osservare la planimetria della galleria, riconoscere il nord, allineare idealmente lo sguardo allo spazio espositivo. Da questo atto nasce un pensiero più ampio che assume il sole come principio gravitazionale – fisico e simbolico – attorno al quale ruotano luce, stagioni e percezione.

Il nero diventa il campo privilegiato di questa esplorazione. Carrara colleziona e sperimenta diversi pigmenti, Nero Vite, Nero Marte, Nero Minerale, Nero di Pérylène, Nero Atraminer, Nero Fumo, Nero d’Avorio, Schevenings Zwart, Noir de Pêche, Terra Negra Italo Romana, Cold Black, Nero Ardesia, osservandone le variazioni di densità, profondità e temperatura. Nei suoi «cieli», che spesso prendono il nome dal pigmento utilizzato, il colore non costruisce una semplice illusione atmosferica ma afferma la propria presenza materiale evocando al tempo stesso la tradizione pittorica degli affreschi rinascimentali, da Lorenzo Lotto a Masaccio, dove la tensione tra luce e ombra genera lo spazio dell’immagine.

 

Linda Carrara, «La luce tra le foglie», 2022. Courtesy l’artista e la Galleria Tucci Russo, Torre Pellice e Torino Ph: Archivio Fotografico Galleria Tucci Russo, Torre Pellice e Torino

Linda Carrara, «Il punto focale», 2026. Courtesy l’artista e la Galleria Tucci Russo, Torre Pellice e Torino Ph: Archivio Fotografico Galleria Tucci Russo, Torre Pellice e Torino

Accanto a queste superfici, l’artista sviluppa una serie di frottage ottenuti per contatto diretto con elementi del paesaggio. In questo processo la tela diventa temporaneamente pelle della realtà, registrando impronte e texture naturali. L’immagine che emerge, sorta di negativo della natura, richiama la tecnica storica di Max Ernst, qui però condotta verso una dimensione quasi geologica, più vicina alla sedimentazione che all’automatismo.

Tra pigmento, impronta e superficie, la pittura per l’artista bergamasca diventa un campo di eventi aperto, dove l’intenzione dell’artista convive con la possibilità dell’imprevisto. Come suggerisce la citazione di Johann Wolfgang von Goethe che accompagna la mostra – «dove c’è molta luce, ci sono anche ombre intense» – il lavoro di Carrara si colloca proprio in questa tensione, facendo della pittura un dispositivo sensoriale capace di riflettere le logiche della natura più che la sua immagine.

Monica Trigona, 11 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

Linda Carrara e il nero come campo di luce | Monica Trigona

Linda Carrara e il nero come campo di luce | Monica Trigona