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Sara Flores

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Sara Flores

Lo vedi a Venezia, lo compri a New York. Gli artisti in mostra alla Biennale, ora in vendita nella Grande Mela

Tra i Padiglioni della Biennale e gli stand di Frieze, il mercato testa i protagonisti della nuova stagione globale. Da Sara Flores a Sung Tieu

Erica Roccella

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Smantella Venezia, allestisci New York. Approdano tutti nella Grande Mela i collezionisti che, appena una settimana fa, salutavano dai taxi d’acqua i disordini coreografati della Biennale – e le sue mostre, e le sue liturgie relazionali – e adesso si riversano con disinvoltura transazionale tra le superfiere della city. E se a qualcuno ancora piace usarla quell’espressione ridondante – le fiere commerciali, e che bella scoperta – ora vale la pena recuperare quell’accento démodé, quello delle vendite, del mercato che ha tutto e niente a che fare con la Biennale, e che di fatto si riverbera senza soluzione di continuità dalla Laguna in tutto il globo. Il primo stress test fuori dai canali: Frieze New York, nel ventre ipercontemporaneo dello Shed. 

La fiera d’arte che quest’anno ospita oltre 65 gallerie internazionali, dalle ultime insegne ai giganti blue-chip. Inclusa appunto una bella sfilza di protagonisti della 61esima Esposizione Internazionale d'Arte, i 111 in minor keys di Koyo Kouoh e del suo team. Li vedi a Venezia, li compri subito a New York. E a ruota, a giugno, a Basilea. Come Nabil Nahas (1949, Beirut), che rappresenta il Libano in Arsenale, la sua installazione Don’t Get Me Wrong si estende monumentale per 45 metri su 26 pannelli in acrilico, come un fregio continuo su tela, senza gerarchia e senza tempo lineare, che interroga il rapporto tra cosmo ed essere umano. Dall’altra parte del mondo, a Frieze New York, lo espone Lawrie Shabibi (insieme alla bolognese P420), superfici cellulari che fondono forme organiche e strutture geometriche, ricordi tattili che ricuciono uomo e natura. Il prezzo? 45.000 dollari le opere piccole, 135.000 il pezzo grande dello stand. Discorso analogo per Sung Tieu (1987, Hải Dương, Vietnam), il nome di rappresentanza della Germania. Ai Giardini ricopre l’architettura del padiglione tedesco con un mosaico, come una pellicola trompe-l'oeil, che restituisce l’immagine del complesso prefabbricato in cui è cresciuta a Berlino con i genitori immigrati – oggi abbandonato, in rovina. Ruin. Nel booth di Emalin, a Frieze New York, presenzia con una cassetta di frutta, Untitled del 2026, asking price intorno ai 30.000 dollari. Di quelle opere che a Venezia si interpretano come dispositivi critici, e che a New York tornano serenamente a essere oggetti desiderabili. Leggi, acquistabili. Lo chiamano The Venice Effect: la partecipazione alla Biennale, che suggella qualità e valore degli artisti esposti, e poi porta al conseguente riallineamento – o attivazione, o impennata – delle vendite, delle carriere. C’è da vedere quanto dura. 

Così, allo Shed, White Cube espone Sara Flores (1950, Tambomayo, Perù), la sua Untitled (Maya Kené, 2021) passa di mano per 65.000 dollari. Mentre in Laguna, nel Padiglione Perù, Flores è la prima artista indigena a rappresentare il suo Paese con From Other Worlds: motivi geometrici come ricami che reinterpretano il kené, il sistema visivo e spirituale rivelato alle donne Shipibo-Konibo «quando i cieli erano così vicini alla terra che bastava alzare la mano per toccarli». Ancora: Alma Allen, protagonista del Padiglione (deserto) degli Stati Uniti, è a Frieze da Perrotin, la sua Not Yet Titled del 2024 ha un range di 30.000-50.000 dollari. Lorna Simpson da Hauser & Wirth, Paulo Nazareth da Stevenson – entrambi riaffiorano a New York dopo Punta della Dogana, in un asse ormai stabile tra legittimazione istituzionale e collezionismo globale. Chiude il gioco di riverberi, come le screziature dorate sull’acqua, e i riflessi intermittenti dei canali, il Padiglione della Santa Sede. C’è Precious Okoyomon (1993, Londra) tra i nomi esposti al Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, a Cannaregio, campanelli e fiori di vetro che fluttuano tra le penombre monastiche, solo ascolto e sospensione. La ritroviamo puntuale a Frieze New York, per 12.000 dollari, nello stand di Mendes Wood DM. Il movimento, e il valore sul mercato, si ricompongono altrove.

Erica Roccella, 16 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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