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AMERICA
In una settimana New York ha concentrato oltre 2,5 miliardi di dollari di vendite tra Christie’s, Sotheby’s, Phillips e Bonhams, trasformando le aste di maggio 2026 in uno dei momenti più importanti dell’ultimo decennio per il mercato internazionale dell’arte. A dominare la stagione sono state le grandi collezioni private, i capolavori museali e una domanda globale tornata estremamente aggressiva sui lavori considerati irripetibili. Dai record storici di Jackson Pollock, Constantin Brâncuși e Mark Rothko alle grandi dispersioni Mnuchin e Newhouse, fino alla solidità trasversale delle day sale, New York ha restituito l’immagine di un mercato più selettivo ma ancora capace di mobilitare cifre eccezionali quando convergono qualità, provenienza e rarità assoluta.
Sotheby’s ha chiuso le aste marquee di maggio a New York con un totale di 908,6 milioni di dollari, in crescita dell’82,5% rispetto al 2025 e con il più alto tasso di venduto mai registrato dalla maison nelle vendite newyorkesi. A trainare la settimana sono state le grandi collezioni private -dalla raccolta di Robert Mnuchin a quella di Gunter Sachs- insieme a un ritorno deciso della domanda internazionale per opere museali di Rothko, Basquiat, Picasso, Matisse e Van Gogh. Un risultato che conferma la trasformazione del mercato: meno volume speculativo, più competizione per rarità assolute e provenienze storiche.
La Spring Marquee Week di Christie’s a New York ha totalizzato 1,45 miliardi di dollari, il risultato più alto mai raggiunto dalla maison nelle aste di maggio. Al centro della settimana, la vendita della collezione SI Newhouse, capace da sola di generare oltre 630 milioni di dollari e di riscrivere i record mondiali di Jackson Pollock e Constantin Brâncuși. A seguire, il nuovo record d’asta di Mark Rothko ha completato una sequenza che restituisce un dato: il mercato resta selettivo, ma davanti a opere museali, provenienze irrepetibili e qualità assoluta, la domanda globale continua a muoversi senza esitazioni.
«La plegaria», del 1949, la prima opera «venduta» dall’artista colombiano, allora diciassettenne, sarà messa all'asta da BogotAuctions il 21 maggio con stime tra i 45mila e i 75mila dollari
A poche ore dal record da 107 milioni di dollari ottenuto da Danaïde da Christie’s, Pace ha annunciato la rappresentanza globale della successione di Constantin Brâncuși. L’operazione arriva mentre la grande retrospettiva dedicata all’artista attraversa Berlino e si prepara ad approdare al MoMA di New York. La mossa consolida il ritorno del modernismo storico al centro del mercato internazionale e apre nuove questioni sulla gestione delle fusioni postume, sull’autorità delle successioni e sulla crescente centralità delle mega-gallerie nella costruzione del valore museale e commerciale.
La mostra «The Turning Season» di Emily Kam Kngwarray, ospitata da Pace Gallery a New York, presenta la prima grande personale newyorkese dedicata all’artista aborigena australiana. Il percorso riunisce dipinti e lavori tessili che attraversano le diverse fasi della sua pratica, costruita su una relazione diretta con la terra e la cosmologia Anmatyerr
A New York, Karma presenta «Permanence», personale di Jeremy Frey che intreccia tradizione Wabanaki e ricerca contemporanea tra black ash, sperimentazione cromatica e nuove sculture in bronzo
A partire dalle prime opere legate ai «Fotobilder» fino ai grandi cicli dei «Seestücke», la mostra da David Zwirner a New York mette in dialogo i paesaggi fotorealistici e le pitture astratte dell’artista, evidenziando la tensione costante tra realtà e immagine che attraversa tutta la sua opera.
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Fino al 13 giugno, Boesky Gallery presenta «Forest for the Trees», nuova mostra di Danielle Mckinney che indaga il rapporto tra figura e spazio domestico attraverso dipinti e acquerelli in cui l’intimità si traduce in sospensione percettiva
La programmazione newyorkese «America 250» promuove dell’anniversario una visione inclusiva e multiforme, dai dipinti dell’età dell’oro olandese all’arte contemporanea dei nativi americani
Questa sera Christie’s inaugura a New York una delle vendite più attese degli ultimi anni: sedici opere provenienti dalla collezione di S. I. Newhouse Jr., valutate oltre 450 milioni di dollari. Tra i lotti simbolo, Number 7A di Jackson Pollock e Danaïde di Constantin Brâncuși, entrambe stimate intorno ai 100 milioni.
Realizzato nel 1955, Senza titolo (Protesta?) di Salvatore Scarpitta emerge oggi come una delle più radicali testimonianze pittoriche del dopoguerra sul tema della violenza razziale negli Stati Uniti. Tra Futurismo rifondato, memoria antifascista europea e iconografia dei diritti civili, l’opera costruisce un linguaggio politico nuovo, capace di tenere insieme Roma, il Mississippi, Emmett Till e Rosa Parks dentro una stessa tensione storica. Il capolavoro è esposto alla Galleria Tornabuoni a Tefaf New York 2026
Independent 20th Century si trasferirà nel 2026 al Breuer Building di Manhattan, oggi proprietà di Sotheby’s. È la prima volta che una fiera d’arte viene ospitata stabilmente dentro un ex museo controllato da una casa d’aste. L’operazione segna un passaggio simbolico e strutturale nel sistema internazionale: le auction house accelerano la trasformazione in piattaforme culturali integrate, mentre le fiere cercano modelli più curatorali, selettivi e museali.
Con Many A Moonlit Caveat, presentata nelle due sedi newyorkesi di Jack Shainman, Lynette Yiadom-Boakye espande il proprio universo pittorico e letterario attraverso nuovi dipinti e opere su carta attraversati da figure enigmatiche, animali notturni e atmosfere sospese. La mostra conferma la centralità dell’artista britannica nel ripensamento contemporaneo della pittura figurativa tra narrazione, identità e costruzione del mito.
White Cube annuncia la rappresentanza di Cai Guo-Qiang, diventando la prima galleria britannica a lavorare stabilmente con l’artista cinese naturalizzato statunitense. L’accordo coincide con la presentazione a TEFAF New York di una nuova serie di dipinti realizzati con polvere da sparo, segnando un ulteriore consolidamento del posizionamento internazionale dell’artista tra istituzioni, mercato e grandi piattaforme globali.
Luhring Augustine dedica una delle più ampie mostre newyorkesi degli ultimi decenni a Leon Kossoff, figura centrale della School of London insieme a Francis Bacon, Lucian Freud e Frank Auerbach. Dipinti che attraversano tutta la carriera dell’artista britannico ricostruiscono una pratica fondata sull’osservazione ossessiva, sulla densità della materia pittorica e sulla trasformazione della Londra del dopoguerra in esperienza esistenziale.















