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Luc Tuymans con alle spalle «Heat» nella Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia

Photo: Marco Sabadin

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Luc Tuymans con alle spalle «Heat» nella Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia

Photo: Marco Sabadin

Luc Tuymans prende (temporaneamente) il posto di Tintoretto

In attesa del ritorno, a fine febbraio, delle due tele del maestro veneziano attualmente in restauro, sono esposti due dipinti e un manoscritto miniato dell’artista belga

Camilla Bertoni

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Alla Basilica di San Giorgio Maggiore di Venezia l’assenza delle due celebri opere di Tintoretto, «L’Ultima Cena» e «Il Popolo d’Israele nel deserto», normalmente poste nel presbiterio dell’altar maggiore, ora in restauro, si patisce di meno grazie all’intervento di Luc Tuymans, l’artista belga che nel 2001 rappresentò il suo Paese alla Biennale di Venezia. A due sue tele, «Heat» e «Musicians», esposte fino al 22 febbraio, si è da pochi giorni aggiunto un suo nuovo intervento: un manoscritto miniato esposto sul leggio ligneo al centro del coro dell’altar maggiore sino a fine febbraio, quando i capolavori di Tintoretto faranno ritorno nella basilica. 

«Dopo quasi un secolo, grazie al prezioso supporto di Save Venice, da febbraio 2025 è stato possibile avviare un nuovo restauro conservativo delle due celebri opere commissionate alla fine del ’500 dai monaci benedettini: è stata l’occasione per immaginare una nuova commissione di opere d’arte volte ad arricchire lo spazio presbiteriale temporaneamente disadorno». A spiegarlo è Carmelo Antonino Grasso, direttore e curatore istituzionale di Benedicti Claustra Onlus, ramo non profit della Comunità Benedettina di San Giorgio Maggiore che ospita all’interno della basilica palladiana iniziative culturali con una chiara connotazione spirituale. E non è la prima volta che in questo contesto si sceglie di ospitare progetti temporanei site specific. «La scelta è sempre caduta su artisti che abbiano cura di instaurare un dialogo e un confronto profondo con la sacralità del luogo, al fine di valorizzarne ed esaltarne la spiritualità, continua Grasso. I progetti, dopo una prima selezione, vengono sottoposti alla comunità benedettina per una definitiva approvazione. In questo caso, tra una rosa di artisti di fama internazionale, la scelta era indirizzata prevalentemente su coloro che utilizzano la pittura. Conoscevo e apprezzavo già l’opera di Luc Tuymans per l’abilità tecnica, la dimensione performativa e l’aspetto evocativo: grazie alla mediazione di Ory Dessau, entrato a far parte del team curatoriale insieme a me e a Corinna Otto, direttrice di Draiflessen Collection, istituzione che ha fatto da mecenate per questo progetto, ho potuto incontrare l’artista che ha accettato questa sfida».

Manoscritto Miniato Contemporaneo di Luc Tuymans, Basilica San Giorgio Maggiore, Venezia. © Petrus Pics, 2026

Una sfida che comporta il dialogo non solo con l’architettura, le sue proporzioni e le sue prospettive, ma anche con la sacralità del luogo, così come fece a suo tempo Tintoretto. «Tuymans si inserisce nell’architettura palladiana con opere dai toni accesi e decisi, racconta il curatore, che contrastano con la consueta neutralità cromatica della basilica. L’artista parte da immagini scattate durante i suoi viaggi rielaborandole, esasperandone proporzioni e toni cromatici, catturando immediatamente lo sguardo del visitatore. Mentre la produzione passata di Tuymans è nota per l’analisi di temi storici e collettivi, dall’Olocausto al colonialismo belga, in quest’occasione la sua riflessione si fa intima e silenziosa. L’opera invita il singolo fedele giunto ai piedi dell’altare a un’introspezione profonda e a una contemplazione personale. Non un confronto diretto con Tintoretto, non una sua reinterpretazione, ma una serie di legami e rimandi legano le opere contemporanee a quelle del maestro veneziano del Manierismo: la sfera centrale in “Heat” ricorda il nimbo di Cristo, il suo colore acceso richiama il calore avvolgente della lanterna che, posta in alto a sinistra, rischiara l’oscurità dell’“Ultima Cena”; mentre l’attesa sospesa degli artisti di strada ritratti nell’opera “Musicians” richiama quella del popolo d’Israele».

A questi teleri, si è aggiunto ora il manoscritto, una tradizione iniziata nel 2019, da quando, agli artisti che espongono in basilica, viene affidata l’esecuzione di un testo miniato che si ricolleghi alla tradizione benedettina dei libri corali. «Il nuovo manoscritto è stato arricchito dall’artista belga che ha dipinto diverse pagine con straordinarie pitture e soggetti concepiti dal suo genio e della sua visionarietà, conclude Grasso. Il manoscritto, attualmente esposto sul leggio ligneo del badalone al centro del coro dell’altare maggiore, luogo tradizionalmente destinato alla collocazione dei libri corali utilizzati per secoli dalla comunità benedettina durante la Liturgia delle Ore, confluirà nella collezione di manoscritti miniati contemporanei realizzati dagli artisti che hanno collaborato con Abbazia di San Giorgio Maggiore-Benedicti Claustra Onlus».

Una veduta di «Musicians» di Luc Tuymans nella Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia. Photo: Marco Sabadin

Camilla Bertoni, 14 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Luc Tuymans prende (temporaneamente) il posto di Tintoretto | Camilla Bertoni

Luc Tuymans prende (temporaneamente) il posto di Tintoretto | Camilla Bertoni