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Un donna anziana, accompagnata da un'infermiera, attende di votare al referendum istituzionale «Monarchia-Repubblica» e per eleggere l’Assemblea Costituente, a un seggio a Milano, 2 giugno 1946

Fotografia di Publifoto

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Un donna anziana, accompagnata da un'infermiera, attende di votare al referendum istituzionale «Monarchia-Repubblica» e per eleggere l’Assemblea Costituente, a un seggio a Milano, 2 giugno 1946

Fotografia di Publifoto

Marianna Aprile ad Archivissima: il 2 giugno 1946 e il suffragio femminile. Che cosa resta?

Per la nona edizione del festival, a Torino fino a domenica 7 giugno, la giornalista presenta il suo libro «La promessa» (Rizzoli) accompagnato da un cortometraggio prodotto con l’IA da materiali dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Alessandro Martini

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Chi mai si sarebbe sognato che gli archivi potessero non solo interessare, ma appassionare il vasto pubblico? Eppure fin dalla sua prima edizione, nel 2018, un crescente successo ha arriso ad Archivissima, il primo festival italiano dedicato alla promozione dei patrimoni conservati negli archivi storici di enti, istituzioni e imprese, ideato da Promemoria Group e organizzato dall’associazione culturale Archivissima APS. La nona edizione della manifestazione, diretta da Manuela Iannetti e in corso a Torino fino a domenica 7 giugno, coinvolge oltre 500 enti (con il 25% in più di nuove adesioni), 20 reti territoriali e tematiche e circa 250 eventi in presenza, distribuiti tra «Programma festival» nelle Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo in Piazza San Carlo e «Archivissima Extra» diffuso in più sedi, mentre la Notte degli Archivi, giunta all’undicesima edizione, si svolge questa sera, con centinaia di appuntamenti in diverse città d'Italia.

Proprio nelle Gallerie d'Italia, oggi è stata protagonista la giornalista Marianna Aprile, insieme a Francesca Mancini, con l'appuntamento «La promessa. Storia di una rivoluzione incompleta. Dal diritto di voto alla prima donna a Palazzo Chigi» (ore 18-19, prenotazione obbligatoria online). Marianna Aprile (Bari, 1976) è un volto e un nome ben noto al pubblico televisivo (conduce «In Onda» su La7), radiofonico e della carta stampata. Ma è autrice di diversi saggi e romanzi e oggi presenta al pubblico di Archivissima il suo recente volume La promessa. Dal suffragio femminile alla prima donna a palazzo Chigi, storia di una rivoluzione incompleta (edito da Rizzoli). La «promessa» del titolo è quella che l’Italia uscita dalla seconda guerra mondiale, e finalmente repubblicana dopo il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, fa alle donne e che le donne fanno a loro stesse: votare e, proprio grazie e attraverso il voto, conquistare tutti i diritti di cui gli uomini godono già da tempo.

Oggi, a ottant’anni dal suffragio femminile, che cosa resta di quell’impegno? È la domanda che si pone e che pone Marianna Aprile, partendo da un ulteriore interrogativo, che è anche un appello: «Ci siamo arrivate tardi e con fatica. Ma oggi che molte delle nostre conquiste sono di nuovo a rischio, che rapporto abbiamo con il voto?». Perché ancora oggi, nonostante i decenni trascorsi dalla «concessione» del voto femminile, e nonostante l'arrivo di una donna alla presidenza del Consiglio (prima volta nella storia repubblicana), «la storia delle donne rivela con forza quello che non c’è, a cominciare da ciò che nessuno si era preoccupato di cercare, fino a oggi: le parole mancanti, i numeri mai verificati, i dati incompleti, la memoria perduta o mai documentata». Ecco il senso del libro e della sua presentazione ad Archivissima. Lo studio di Marianna Aprile, antropologa di formazione, si basa infatti su un minuzioso lavoro d’archivio: l’unico percorso davvero in grado di fornire basi oggettivi e scientifiche, strumenti di lettura del reale, preliminare a ogni opinione e possibile «interpretazione».

Non è per nulla casuale quindi che il suo intervento sia preceduto dalla proiezione del cortometraggio «Anche per te» (regia Luca Ribuoli, AI Director Andrea Tenna, produzione Cometa Studios /5’’) dedicato al tema del voto alle donne e prodotto con tecnologia generativa sui materiali dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo. Sarà introdotto da Barbara Costa, la responsabile dell’archivio acquisito nel 2015 da Intesa Sanpaolo e custodito proprio nella sede di Piazza San Carlo. Si tratta di uno dei patrimoni fotografici più importanti del nostro Paese sulla storia del Novecento, grazie a circa 7 milioni di fotografie di cronaca, politica, sport, paesaggi e architettura. Nel cortometraggio «Anche per te», le fotografie originali appaiono animate, espanse e completate per raccontare quei momenti (e movimenti) che l'obiettivo non ha originariamente ritratto: un gesto privato o un fuori campo, come la cabina elettorale. Ma ogni scena creata («generata») dall'Intelligenza Artificiale è dichiarata esplicitamente nel film. Perché l'archivio, ogni archivio, avvertono gli autori, «rimane la fonte, la radice, la verità del progetto».

La vicenda raccontata nel cortometraggio è semplice, e insieme ricca di significati. È il 2 giugno 1946 e le donne italiane votano per la prima volta nella storia del Paese. Lucia, quasi novant'anni, vive in una struttura ospedaliera alla periferia di Milano. La sera della vigilia esprime a Giovanna, la sua infermiera, il proposito di andare in città a votare, suscitando lo stupore di Giovanna. Ma la mattina dopo, Lucia si fa trovare pronta, già vestita e con la tessera elettorale in tasca. Il film è il viaggio delle due donne attraverso la Milano del dopoguerra, in una giornata che la scrittrice Anna Banti, presente quel giorno, descrisse come «bellissima». E ci porta, grazie all'AI, fin dentro la cabina elettorale: un momento che, ovviamente, nessuna fotografia ha mai potuto catturare, perché vietato dalla legge. «Anche per te» film si chiude sulla fotografia originale dell'Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo, che raffigura Lucia seduta su una panchina. In chiusura, le parole di Anna Banti: «Quando i presentimenti neri mi opprimono, penso a quel giorno, e spero».

Il pubblico di Archivissima presente agli eventi di Gallerie d’Italia-Torino potrà visitare gratuitamente il polo museale di Intesa Sanpaolo negli orari di apertura.

Marianna Aprile

Alessandro Martini, 05 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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