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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliIl bando «da 60 milioni di euro per le biblioteche è innanzitutto un investimento concreto per rafforzare la lettura. Non è un’azione isolata, ma una leva operativa del “Piano Olivetti”, che punta a ridurre le disuguaglianze territoriali e a promuovere un modello rinnovato di biblioteca pubblica, inclusiva e vicina ai bisogni delle comunità, ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, rispondendo al «Question Time» alla Camera dei Deputati tenutosi oggi, 10 dicembre. Lo stanziamento, inizialmente previsto a 30 milioni di euro nel decreto cultura è stato raddoppiato portandolo a 60 milioni per il biennio 2025-26, di cui 54,8 milioni già assegnati per il 2025. Le risorse consentiranno il rinnovo e l’ampliamento delle collezioni librarie, anche in formato digitale, a beneficio di biblioteche statali, di enti pubblici territoriali e di istituzioni private senza fini di lucro. A fronte di 4.541 domande, sono 4.522 le biblioteche ammesse al contributo».
Una particolare attenzione è stata riservata alle strutture situate nei comuni periferici e ultraperiferici individuati dalla Strategia Nazionale Aree Interne e nelle fasce periferiche delle città metropolitane: 693 biblioteche appartengono alla prima categoria, 162 alla seconda. A queste realtà sono stati assegnati oltre 13 milioni di euro, pari a più del 22% del totale. Il bando «genera una domanda diretta di acquisto con effetti immediati su editori, distributori e librai, sostenendo l’intera filiera editoriale. Si consolida così il ruolo delle biblioteche come nodi di prossimità culturale, anche in scuole, carceri, ospedali e spazi civici». E «con questo intervento confermiamo che la promozione della lettura, il sostegno alla filiera del libro e il riequilibrio territoriale sono le nostre priorità effettive e non retoriche e costituiscono una delle principali finalità del “Piano Olivetti” varato dal Ministero della Cultura», ha evidenziato Giuli.
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