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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliL’enigma della luce e la Napoli metafisica. Un binario luminoso percorre lo Stivale da Nord a Sud attraverso il bianco e nero di Mimmo Jodice. Al Castello di Udine.la luce del maestro ripercorre i principali temi della sua produzione artistica, spaziando dalle sperimentazioni concettuali degli anni Sessanta fino alle immagini più recenti. A cura di Silvia Bianco, Roberto Koch e Alessandra Mauro, in collaborazione con Mimmo, Angela e Barbara Jodice, la mostra inaugurerà il 5 aprile e includerà 140 opere realizzate tra il 1964 e il 2015. La prima sezione dell’esposizione sarà interamente dedicata alla ricerca sulla tecnica fotografica, al lavoro in camera oscura, attraverso cui Jodice ha cercato incessantemente di attribuire nuovi accenti alle opere. Il maestro napoletano ha ricercato durante tutto l’arco della sua carriera un equilibrio profondo tra il bianco e il nero, smembrando e ricomponendo le sue immagini per creare visioni astratte che sfidano la percezione visiva. Questa costante sperimentazione è il cuore pulsante della sua opera, che unisce la realtà alla sua astrazione in una danza di luce e ombra. Il percorso espositivo si sposterà poi su temi sociali e storici, con un particolare accento sul progetto "Chi è devoto", che indaga le tradizioni popolari a Napoli negli anni Settanta. Quello di Jodice è un processo raffinato e intimo, che si arricchisce delle sue memorie personali, del suo vissuto in una città ricca e complessa come Napoli, fatta di luoghi, persone e memorie, della sua capacità di mostrarci la realtà osservata attraverso il filtro di un tempo immobile. Le immagini scelte catturano la città in un’atmosfera sospesa e silenziosa, dove l’assenza diventa il soggetto principale di scatti al limite del metafisico. Il progetto "Vedute di Napoli" e altre serie degli anni Ottanta proseguiranno questa riflessione, con uno Jodice che fissa le angosce e i dubbi legati alla città, trasformata in un enigma senza tempo, priva di riferimenti cronologici e spaziali. Il passato del Mediterraneo e la Natura gli ultimi temi.
A Napoli invece dal 13 aprile sarà la volta metafisica. A cura di Vincenzo Trione a Castel Nuovo sarà un importante omaggio a uno degli indiscussi maestri della fotografia contemporanea, che, senza mai lasciare Napoli, sua città natale, ne è stato e ne è tuttora tra i più poetici e alti interpreti. Allestita nella Cappella Palatina, nella Cappella delle Anime del Purgatorio e nell’Armeria di Castel Nuovo l'esposizione è suddivisa in capitoli ispirati ad alcuni archetipi dell’immaginario metafisico (“Lontananze”, “Archi”, “Colonne”, “Statue”, “Monumenti”, “Ombre”, “Apparizioni”, “Vuoti”) e composta da oltre cinquanta ritratti fotografici di Napoli, densi di rinvii alla Metafisica, posti in dialogo con dipinti di Giorgio de Chirico. Ne emerge il profilo di Mimmo Jodice quale artista spirituale, mirabile nell’utilizzare i luoghi come se fossero pezzi di imprevedibili nature morte.

Mimmo Jodice, Marina di Licola, Opera IV, 2008