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Redazione
Leggi i suoi articoliUn incendio di vaste proporzioni si è diffuso nelle prime ore del mattino del 17 febbraio, nel quartiere Chiaia, a Napoli, coinvolgendo lo storico Teatro Sannazaro. Le fiamme si sono propagate rapidamente all’interno dell’edificio di via Chiaia, compromettendone ampie parti e causando danni significativi. Particolarmente grave la perdita della cupola, completamente divorata dal fuoco, che è crollata colpendo la platea. Le fiamme hanno lambito anche la vicina chiesa di Sant'Orsola. Già dalle prime luci dell’alba l’atmosfera era diventata irrespirabile, con diversi abitanti che hanno riferito di essersi chiusi in casa sigillando le finestre e coprendosi il volto per difendersi dall’odore acre che invadeva le abitazioni. Quattro persone residenti nella zona, dopo aver inalato fumo, sono state accompagnate in ospedale per accertamenti.
Sui social network circolano immagini che mostrano le fiamme lambire anche un appartamento situato in un edificio confinante con il teatro, struttura storica realizzata in gran parte in legno. L’allarme è stato lanciato proprio dai residenti, mentre foto e video dell’incendio si diffondevano rapidamente online. Denso fumo nero si è alzato sopra la zona, visibile anche a distanza, perfino dal lungomare che costeggia una delle aree più eleganti della città. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco per circoscrivere il rogo, affiancate dalla polizia che sta indagando sulle cause. «I danni sono ingenti e il teatro è stato completamente compromesso. All'interno vi sono ancora dei piccoli focolai che a breve spegneremo», ha riferito questa mattina Giuseppe Paduano, comandante dei vigili del fuoco. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura quella di un guasto elettrico.
Si tratterebbe, in tal caso, di una sorta di beffa del destino. Il teatro, infatti, è considerato il primo auditorium in cui venne introdotta, nel 1888, l’energia elettrica. Il Sannazaro, spesso soprannominato la «bomboniera» di Napoli per le sue dimensioni raccolte e per l’eleganza degli interni, fu inaugurato il 26 dicembre 1847. Impreziosito da decorazioni in oro e stucchi, nel corso della sua storia ha accolto grandi nomi della prosa come Eleonora Duse ed Emma Gramatica. Considerato per decenni uno dei simboli culturali cittadini, attraversò una fase difficile nel secondo dopoguerra. Nella seconda metà degli anni Sessanta fu rilevato da Nino Veglia e da Luisa Conte, per poi riaprire ufficialmente il 12 novembre 1971. Riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come centro di produzione teatrale, il Sannazaro negli anni ha ampliato la propria programmazione, aprendo le porte a collaborazioni e ospitalità di respiro nazionale e internazionale, consolidando così il suo ruolo nel panorama culturale partenopeo.
Molti residenti di via Chiaia, una delle arterie più eleganti di Napoli, si sono riversati in strada per seguire l’evolversi della situazione, lamentando condizioni ambientali difficili. Alcuni hanno dichiarato di essere stati costretti a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni. Sul posto è arrivata anche Lara Sansone, che gestisce il teatro insieme al marito Sasà Vanorio. Nipote della celebre Luisa Conte, figura storicamente legata al Sannazaro, Sansone si è confrontata a lungo con gli investigatori, visibilmente provata dall’accaduto. Atteso in via Chiaia anche il sindaco Gaetano Manfredi, che ha cancellato gli impegni previsti in mattinata per seguire personalmente l’emergenza e valutare le prime misure da adottare. Dalla Regione è giunta la vicinanza del presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi, che ha assicurato attenzione costante sull’evoluzione dei fatti.
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