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Kenjiro Okazaki, «Something from Somewhere Else / It’s Me - Rotkäppchen / 南天燭 (Nandina domesMca ‘Firepower’)», 2025

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Kenjiro Okazaki, «Something from Somewhere Else / It’s Me - Rotkäppchen / 南天燭 (Nandina domesMca ‘Firepower’)», 2025

Nasce a Milano Ghiringhelli Art Gallery: un progetto mobile dedicato all’arte contemporanea giapponese

Nella mostra inaugurale di maggio, la pop up gallery non cercherà di definire una tendenza, ma piuttosto di sviluppare l'idea di un campo aperto ed eterogeneo nel panorama artistico nipponico

A Milano c’è una nuova galleria, ma non ha un indirizzo fisso e non nasce per restare nello stesso posto. Ghiringhelli Art Gallery è una pop up gallery, uno spazio espositivo mobile che compare e si trasforma, adattandosi alla città e costruendo ogni volta un’esperienza diversa. L'8 maggio, e fino al 27 giugno, debutta con «Refracted Worlds. Contemporary Japan Through Multiple Lenses», una mostra interamente dedicata all’arte contemporanea giapponese. Un indirizzo, questo, destinato a segnare l'identità e la visione della galleria. 

Il progetto nasce da Nicola Ghiringhelli Forlani, imprenditore con una formazione internazionale e un percorso tra gallerie e case d’asta. L’intuizione nasce viaggiando e frequentando fiere internazionali, dove entra in contatto diretto con artisti e gallerie giapponesi, scoprendo una scena molto più articolata. Il Giappone stesso, osservato da vicino, risulta un territorio complesso, lontano dalle immagini più diffuse. Da qui la scelta di costruire una galleria capace di muoversi tra Milano e il Giappone, mantenendo un rapporto diretto con artisti e contesto culturale.

La mostra inaugurale mette subito in chiaro l’approccio. Il titolo «Refracted Worlds» suggerisce una chiave di lettura semplice e allo stesso tempo efficace: la rifrazione. Come un raggio di luce che attraversa un prisma si scompone in più colori, così l’arte giapponese contemporanea non viene qui raccontata come un blocco compatto, ma come un insieme di visioni che si moltiplicano e si contraddicono. Senza l'ambizione, spesso pretenziosa, di definire una tendenza, ma piuttosto quella di sviluppare l'idea di un campo aperto ed eterogeneo nel panorama artistico giapponese.

Ayako Rokkaku «Untitled», Ed. 72

Yuji Ueda «Untitled», 2024

Gli artisti coinvolti - Kohei Nawa, Yukie Ishikawa, Kenjiro Okazaki, Mr., Ayako Rokkaku, Yuji Ueda, Noritaka Tatehana e il collettivo Chim↑Pom from Smappa!Group - costruiscono un percorso sfaccettato, spaziando tra pittura, disegno e superficie, utilizzando metodi e linguaggi molto differenti fra loro: dalla stratificazione pittorica all’immagine pop, dal gesto corporeo alla mediazione ottica,fino alla materia e alla luce.

Nelle opere di Kohei Nawa, per esempio, guardare significa sempre vedere attraverso qualcosa - un filtro, una mediazione. Yukie Ishikawa lavora invece per accumulo, stratificando interventi che rendono la superficie un archivio di tempi diversi. Kenjiro Okazaki si muove su un piano più concettuale, intrecciando riferimenti che vanno dall’architettura alla mitologia, con un controllo rigoroso del segno.

Il registro cambia con Mr., dove l’estetica pop derivata da manga e anime diventa una lente per leggere desideri e tensioni sociali. Ayako Rokkaku porta la pittura su un piano fisico, diretto: dipinge con le mani, trasformando il gesto in linguaggio. Yuji Ueda lavora sulla ceramica, ma la spinge oltre la tradizione, introducendo elementi che ne alterano gli esiti. Chim↑Pom from Smappa!Group inserisce una dimensione politica esplicita, con le opere della serie «A Hole Within a Hole» ragionano su assenza e invisibilità, su ciò che resta nascosto anche quando sembra rivelarsi. Noritaka Tatehana, infine, guarda alla tradizione giapponese per riattivarla nel presente, usando materiali e tecnologie contemporanee.

Il risultato è una mostra che non cerca sintesi, ma una relazione, un sistema in cui le opere convivono senza ridursi a un’unica narrazione. Più che spiegare il Giappone, «Refracted Worlds» prova a restituirne la complessità, lasciando spazio a letture diverse ma ugualmente appassionanti.

Redazione, 02 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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