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Una veduta della facciata della Galleria Borghese, Roma

Photo: Luciano Romano © Galleria Borghese

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Una veduta della facciata della Galleria Borghese, Roma

Photo: Luciano Romano © Galleria Borghese

Nel 2026 della Galleria Borghese anche le Metamorfosi di Ovidio

Dopo aver registrato 630.759 biglietti venduti nel 2025, il museo romano annuncia «un programma attento all’inclusione ma volto anche ad offrire sempre nuove chiavi di lettura della collezione», come ha spiegato la direttrice Francesca Cappelletti

Gianfranco Ferroni

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Nel 2025 la Galleria Borghese ha registrato 630.759 biglietti venduti, un record che supera di gran lunga il numero di visitatori degli anni precedenti: Francesca Cappelletti, che la dirige, vuole superare questo dato offrendo quest’anno una lunga serie di mostre, con «un programma attento all’inclusione ma volto anche ad offrire sempre nuove chiavi di lettura della collezione, che comprende una grande mostra, realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam, dedicata alle Metamorfosi di Ovidio e un denso calendario che coniuga tutela e valorizzazione, ricerca scientifica e sperimentazione, apertura internazionale e attenzione all’esperienza del pubblico». E così «il museo rafforza il suo impegno sul piano dell’accessibilità culturale, promuovendo un dialogo continuo tra passato e presente e nuove modalità di relazione con le opere e il patrimonio materiale e immateriale che custodisce». Ringraziando «Intesa Sanpaolo-Gallerie d’Italia e Webuild Spa per il loro sostegno».

Dopo la mostra dedicata a Zanabazar, ecco «Ritorno alla Galleria Borghese. Giovan Francesco Penni e la bottega di Raffaello», dal 10 marzo al 3 maggio, e «Marcello Provenzale da Cento. Un genio del mosaico barocco nella Roma dei Borghese», dal 17 marzo al 10 maggio, ognuna allestita in una singola sala. La prima delle due esposizioni celebrerà il ritorno a casa di una preziosa allegoria, recentemente acquisita dalla galleria, e che nella collezione di Scipione Borghese era attribuita a Raffaello. La seconda riporterà all’attenzione del pubblico la figura singolare di Provenzale, un innovatore della tecnica del mosaico nella Roma di Paolo V, uno dei più significativi revival di questa pratica artistica ed è realizzata in collaborazione con la Pinacoteca di Cento.

Cuore del programma espositivo, dal 23 giugno al 20 settembre, la grande mostra «Metamorfosi. Ovidio e le arti», a cura di Cappelletti e Frits Scholten, realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam. Nato da un dialogo scientifico condiviso, il progetto si sviluppa a Roma in una configurazione autonoma e originale, concepita in stretta relazione con la collezione, gli spazi e la storia della Galleria Borghese. «A partire dalle Metamorfosi di Ovidio, uno dei testi fondativi e più duraturi dell’immaginario occidentale, la mostra esplora il tema della metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo, della materia e della condizione umana. Dai grandi maestri del Rinascimento e del Barocco fino ad artisti di secoli più vicini a noi, tra cui Correggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens, Poussin, fino a Gerôme, Rodin e Brancusi, l’esposizione restituirà la forza visiva e concettuale dei racconti ovidiani, capaci di dare forma a passioni, desiderio, conflitti, violenza e redenzione». Intorno all’Apollo e Dafne e al Plutone e Proserpina di Gian Lorenzo Bernini, e agli altri capolavori a soggetto mitologico della galleria, la mostra riaffermerà l’attualità del mito e il suo ruolo centrale nella costruzione dell’immaginario europeo.

Gianfranco Ferroni, 19 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Nel 2026 della Galleria Borghese anche le Metamorfosi di Ovidio | Gianfranco Ferroni

Nel 2026 della Galleria Borghese anche le Metamorfosi di Ovidio | Gianfranco Ferroni