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Redazione
Leggi i suoi articoliCosa succede quando l'infinitamente piccolo incontra il monumentale, e un materiale industriale e algido come il titanio viene piegato a forme di assoluta poesia spirituale? La risposta risiede nel progetto creativo più ambizioso dell'artista cinese Wallace Chan, Vessels of Other Worlds, un'imponente doppia mostra concepita in occasione del 70° compleanno di uno scultore che sta tracciando un ponte ideale, culturale ed estetico tra Venezia e Shanghai. Dopo il debutto a maggio del primo capitolo dell'esposizione alla Cappella di Santa Maria della Pietà, in concomitanza con l'apertura della 61ª Biennale d'Arte, Chan si appresta ora a inaugurare il secondo, colossale atto al Long Museum (West Bund) di Shanghai, aperto al pubblico dal 18 luglio al 25 ottobre 2026.
Curata da James Putnam, la mostra si sviluppa attraverso un duplice percorso che attraverso l'arte mira ad annullare ogni distanza geografica. Venezia e Shanghai, due metropoli storicamente modellate e nutrite dal loro rapporto simbiotico con l'acqua, si specchiano così l'una nell'altra instaurando un dialogo simbolico e profondo attorno ai temi della trasformazione, della memoria e della spiritualità. Mentre nella sede veneziana la struttura trova collocazione nella Cappella della Pietà, dove tre schermi video disposti sull'altare compongono un trittico che funge da portale concettuale, al Long Museum di Shanghai la materia si fa monumentale attraverso un nuovo corpus di sculture in titanio che si sviluppano simultaneamente nelle due città grazie a trasmissioni in tempo reale e installazioni speculari.
All'interno del Long Museum, il pubblico è invitato a percorrere una sequenza di passaggi e corridoi che ripercorrono l’evoluzione della pratica artistica di Chan, includendo riferimenti alle sue precedenti partecipazioni alla Biennale di Venezia come Titans, Totem e Transcendence. Un itinerario che culmina nel vasto ambiente centrale dominato da tre imponenti sculture, presentate per la prima volta in Laguna e ora riallestite in una scala senza precedenti, raggiungendo rispettivamente altezze di sette, otto e dieci metri.
Wallace Chan, Vessels of Other Worlds - Rebirth. Photograph by Tian Fangfang
Ispirate all'Olea Sancta, gli oli sacri utilizzati nei riti cattolici di benedizione e purificazione, le opere evocano cicli continui di nascita, crescita e rinascita attraverso delicate variazioni cromatiche di giallo, rosso e blu. Per Chan, il vaso diventa una metafora del corpo umano, concepito come un involucro capace di contenere dimensioni immateriali quali il tempo, le emozioni e la coscienza.
Pioniere nell’impiego artistico del titanio, un metallo generalmente associato al progresso tecnologico avanzato, Chan continua a superare i confini della scultura contemporanea trasformando la durezza industriale in forme poetiche e atmosferiche. Le opere, composte da migliaia di componenti, coniugano rigore tecnico e immaginazione simbolica, mostrando superfici animate da figure umane, creature mitologiche e chiari riferimenti alla tradizione cinese, insieme a motivi ricorrenti quali neonati in movimento e volti sospesi che evocano un metallo in perenne stato di fusione. L’opera centrale incorpora inoltre una soglia architettonica che conduce il visitatore a un interno caleidoscopico, dove le visioni rifratte generate dalla celebre tecnica illusionistica di incisione creata dall’artista, la Wallace Cut, danno vita a un’esperienza percettiva in continua trasformazione che amplia le possibilità della visione e moltiplica l’immagine.
«Costruisco il monumentale a partire dal microscopico», spiega l'artista. «Per me è così che prende forma l’universo: presenze immense emergono dall’invisibile e dal minuto. Le stelle nascono dalle particelle; montagne e fiumi si accumulano dalla polvere; la via cresce dalle cellule. Anche le mie opere vengono lentamente costruite fino a diventare qualcosa di più grande di me stesso». Ricerca di trascendenza trova infine un'estensione complementare sempre a Venezia, dove fino al 18 ottobre 2026 rimane visitabile Wallace Chan: Mythos, un progetto site-specific allestito lungo l’architettura a spirale della Scala Contarini del Bovolo, capace di offrire un'ulteriore e suggestiva ascesa verticale nel linguaggio scultoreo dell'artista.
Wallace Chan, Vessels of Other Worlds - Rebirth. Photograph by Tian Fangfang
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