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Luana De Micco
Leggi i suoi articoliLa scelta del team di architetti che guiderà il progetto «Louvre Nouvelle Renaissance» segna l’avvio, tra polemiche, ritardi, pareri contrari e proteste sindacali, di quella che Parigi presenta come la più ambiziosa trasformazione del museo dai tempi della Piramide di Ieoh Ming Pei. Sono STUDIOS Architecture Paris e Selldorf Architects, con l’agenzia BASE Landscape Architecture, i vincitori del concorso internazionale per «la qualità della loro proposta architettonica e della sua integrazione con il patrimonio storico, urbano e paesaggistico, le esigenze di qualità dell’accoglienza del pubblico, la chiarezza dei percorsi, la sobrietà e l’inverdimento, il tutto con una pertinente considerazione delle questioni di sicurezza», ha dichiarato il Ministero della Cultura in un comunicato del 18 maggio. La data di inizio lavori non è stata precisata. Il concorso è stato caratterizzato da una certa riservatezza, in un clima condizionato dal trauma del furto dell’ottobre 2025, quando otto gioielli della Corona di Francia sono stati sottratti dal museo. Il colpo, dal valore stimato di 88 milioni di euro (su cui il regista Romain Gavras starebbe già preparando un film), non è stato ancora risolto e ha provocato un terremoto istituzionale culminato nelle dimissioni di Laurence des Cars, presidente direttrice del Louvre dal 2021.
Il progetto «Louvre Nouvelle Renaissance», presentato a inizio 2025 dal presidente Emmanuel Macron, punta a risolvere le criticità strutturali del museo più visitato al mondo, con i suoi 9 milioni di visitatori all’anno, più del doppio dei 4 milioni per cui era stata concepita la Piramide, inaugurata nel 1989. Ma se inizialmente era stato presentato come un grande progetto museale e urbano, dopo il furto il tema della sicurezza è diventato centrale. Il nuovo presidente direttore, Christophe Leribault, già presidente del Musée d’Orsay e di Versailles, nominato a febbraio, ha il compito di ricostruire la credibilità dell’istituzione e di guidarne il rinnovamento, in una linea di continuità con le direttive stabilite finora.
Il progetto architettonico prevede la creazione di un nuovo ingresso attraverso la Colonnade seicentesca di Claude Perrault, sulla facciata orientale del palazzo, che servirà ad alleggerire la pressione sulla Piramide e a riorganizzare i flussi dei visitatori. È prevista anche la creazione di nuove sale nel sottosuolo, sotto la Cour Carrée, inclusa una galleria destinata alla «Gioconda» ora esposta nella Sala degli Stati, diventata negli anni il simbolo della congestione del museo. Infine, è prevista la creazione di un nuovo spazio per le mostre temporanee, di luoghi di ristorazione e di una libreria boutique. Del progetto di STUDIOS Architecture Paris e Selldorf Architects la giuria ha apprezzato in particolare la «visione urbana», che ristabilirà la prospettiva dell’asse storico che dalla Cour Carrée va fino alla Défense, passando per gli archi del Carrousel e di Trionfo. La Colonnade, storico ingresso principale, verrà così valorizzata anche grazie alla trasformazione dei fossati in giardino. A questo livello saranno realizzati altri due ingressi che daranno accesso alle nuove sale e al percorso della «Gioconda».
STUDIOS Architecture Paris è la sede francese di un collettivo fondato nel 1985 negli Stati Uniti, che ha già lavorato ai progetti della Fondation Vuitton a Parigi e di Luma Arles accanto a Gehry Partners. La tedesca Annabelle Selldorf, attiva a New York, ha costruito la propria reputazione su un linguaggio minimalista. Negli ultimi anni ha firmato il rinnovamento della Frick Collection, l’estensione del Clark Art Institute e la nuova ala della National Gallery di Londra. Selldorf Architects curerà anche l’allestimento. Lo studio francese BASE, infine, con sedi a Parigi, Lione e Bordeaux, dovrà occuparsi della reintegrazione del Louvre nel tessuto urbano e ambientale della capitale, attraverso la riqualificazione degli spazi esterni, ai piedi della Colonnade. La portata dell’operazione resta oggetto di forti discussioni: il budget è stimato in 660 milioni di euro. Una cifra «faraonica» per i sindacati del personale del museo che sono contrari al progetto «Nouvelle Renaissance» e hanno dato il via a un lungo sciopero che da dicembre ha obbligato il Louvre a restare chiuso per alcuni giorni o a chiudere delle sale. Per loro, questo cantiere non è una «priorità». Dopo il furto, diversi incidenti, tra cui infiltrazioni d’acqua che hanno danneggiato centinaia di volumi della biblioteca delle Antichità egizie, hanno ulteriormente alimentato le critiche dei sindacati. Ma anche quella della Corte dei Conti, per la quale le priorità dovrebbero concentrarsi sul recupero degli spazi vetusti e sulla messa in sicurezza del palazzo. Il presidente Leribault sostiene che i due obiettivi non possono essere separati: «Non si può aprire un nuovo ingresso per entrare in sale soggette a continue avarie, ma non si può neanche restaurare il Louvre senza ripensare gli accessi e i flussi». Il rapporto della Commissione d’inchiesta parlamentare, costituita dopo il furto, pubblicato il 13 maggio, ha concluso che al Louvre la sicurezza «non era una priorità della precedente direzione». L’attuazione del Piano per la sicurezza Sdes (Schéma directeur des équipements de sûreté) avrebbe accumulato più di 20 mesi di ritardo. Ma i parlamentari sono duri con l’intero sistema museale francese che soffre di «fragilità sistemica»: solo il 23% dei musei dispone di un «piano d’emergenza e previsione dei rischi aggiornato».
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