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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliCustodire e innovare valorizzando l’eredità artistica e spirituale: è questo il filo conduttore del programma di celebrazione del IV Centenario della Dedicazione della Basilica di San Pietro (1626-2026). Agli appuntamenti spirituali e culturali è affiancato un ambizioso progetto di innovazione tecnologica che permetterà agli esperti di «ascoltare il respiro» del monumento visitato nell’ultimo anno da oltre 20 milioni di persone.
Questo progetto, intitolato «Oltre il visibile», è stato presentato nel corso di un incontro con i giornalisti svoltosi presso la Sala Stampa della Santa Sede, alla presenza del cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica Papale di San Pietro, del direttore stakeholder Relations & Services di Eni, Claudio Granata, di Alberto Capitanucci, senior advisor Progetti Speciali della Fabbrica di San Pietro, di Annalisa Muccioli, responsabile Ricerca e Sviluppo e funzioni tecniche di Eni, e dello storico dell’arte Jacopo Veneziani.
Frutto della collaborazione tra la Fabbrica di San Pietro ed Eni, il progetto che, come evoca il titolo, ha permesso agli specialisti di entrare nel cuore della Basilica e di scrutarla nei suoi spazi più nascosti, è finalizzato a valorizzarne l’eredità artistica e spirituale e a salvaguardarne la staticità attraverso un monitoraggio strutturale integrato e permanente. L’obiettivo è quello di preservarne nel tempo lo stato di salute attraverso il supporto di tecnologie avanzate di indagine geofisica, geologica, topografica e strutturale avvalendosi di sistemi di monitoraggio ad alta precisione.
La domanda a questo punto sorge spontanea: come sta la Basilica di San Pietro? «Nessuna sorpresa, rassicura Annalisa Muccioli, responsabile Ricerca e Sviluppo e funzioni tecniche di Eni. Una maggiore conoscenza ci consentirà di prevenire eventuali fenomeni futuri». Il progetto ha previsto la realizzazione di un modello digitale tridimensionale dell’intero complesso monumentale che consente anche di tastare il polso del sottosuolo captando eventuali spostamenti millimetrici e inclinazioni dell’ordine del decimillesimo di grado.
La prima fase ha comportato l’acquisizione e lo studio delle fonti dell’Archivio Storico della Fabbrica di San Pietro (dal XVI al XVIII secolo), le informazioni delle indagini condotte da Eni tra il 1997 e il 1999 durante il restauro della facciata, e alcune prove geotecniche eseguite dopo il 2000.
La campagna operativa ha richiesto 4.500 ore di lavoro e ha interessato una superficie complessiva di circa 80mila metri quadrati, tra parti visibili (la facciata, i colonnati, il corpo basilicale, le coperture e il sagrato), le Grotte Vaticane e la Necropoli. Come ha sottolineato il cardinale Mauro Gambetti, «la Basilica viene quindi pensata come un sistema vivo, da conoscere, custodire e comunicare con strumenti adeguati al nostro tempo». «Il progetto, ha proseguito Gambetti, spinge lo sguardo al futuro, unendo ricerca storica, studio scientifico e digitalizzazione, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza del monumento che prese il posto della basilica costantiniana demolita da papa Giulio II nel 1506 per dare continuità alla custodia della memoria di Pietro».
Il pubblico potrà entrare nel vivo e «frugare» tra i segreti di San Pietro, grazie al documentario «Oltre il visibile» raccontato dallo storico dell’arte Jacopo Veneziani, disponibile sui canali YouTube di Vatican News e di Eni.com. «Abbiamo cercato di raccontare la Basilica come il frutto di un lavoro di squadra di ben 60 generazioni di artisti, tra architetti fabbri falegnami, spiega Jacopo Veneziani, andando dietro le quinte di questo organismo vivente, partendo da sottosuolo. Dall’Archivio della Fabbrica di San Pietro emerge anche il ruolo che le donne hanno avuto in questa lunga costruzione attorno alla quale orbitavano imprenditrici, restauratrici, artiste».
In concomitanza con le celebrazioni del IV Centenario della Dedicazione della Basilica di San Pietro sono state annunciate anche novità che riguardano l’offerta di nuovi servizi ai pellegrini. L’Ecosistema Digitale della Basilica si arricchisce adesso dello Smart Pass, un nuovo sistema di prenotazione in tempo reale per l’accesso alla Basilica, integrato nella piattaforma ufficiale basilicasanpietro.va, che permetterà di verificare la possibilità di accedere in tempi brevi e prenotare l’ingresso, favorendo una più ordinata gestione dei flussi.
Un’altra novità riguarda l’apertura di ulteriori aree del complesso monumentale finora non visitabili, al fine di alleggerire il carico di presenze all’interno della Basilica. «Sarà accessibile l’intera terrazza, oggi fruibile solo per un terzo, annuncia Gambetti. Su questa si potranno visitare i tre ventagli absidali con esposizioni multimediali permanenti. Dal prossimo anno saranno anche visitabili i due padiglioni delle cupole Gregoriana e Clementina con esposizioni dedicate in particolare ai più piccoli. Anche lo spazio del punto ristoro per i pellegrini sarà raddoppiato e saranno anche visitabili le sale ottagone con i modelli della Basilica del Sangallo e della Cupola di Michelangelo».
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