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Stefano Zardini, Snowland n. 19

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Stefano Zardini, Snowland n. 19

Oltre la cartolina alpina. Stefano Zardini e la montagna come racconto

Al LUMEN-Museum of Mountain Photography, dal 27 gennaio la mostra «A Visionary at Altitude» presenta due nuclei centrali della ricerca del fotografo ampezzano

Camilla Sordi

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C’è uno sguardo che sale in quota per allontanarsi dal reale, per poi tornarvi con maggiore precisione. È uno sguardo visionario, stratificato, che trasforma la montagna in un luogo mentale prima ancora che geografico. È da questa tensione che nasce «A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt», la mostra di Stefano Zardini inaugurata il 27 gennaio al LUMEN-Museum of Mountain Photography, in concomitanza con il passaggio della torcia olimpica in Alto Adige, e pensata come uno degli appuntamenti culturali legati alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

Fotografo ampezzano, Zardini porta al Plan de Corones un progetto che è insieme racconto visivo e dichiarazione poetica. Il LUMEN presenta così due nuclei centrali della sua ricerca. The Pioneers’ Passion e Snowland, serie profondamente diverse per linguaggio e atmosfera, ma unite da una riflessione costante sul rapporto tra uomo, memoria e paesaggio alpino. Nella prima, immagini storiche dei pionieri della montagna vengono rielaborate in chiave pop-art, sottratte alla retorica dell’eroismo per diventare icone sospese tra passato e presente. Nella seconda, le Dolomiti si trasformano in un territorio quasi irreale, filtrato da una visione contemporanea che ne altera scala, luce e percezione.

Stefano Zardini, The Pioneers n.26, La pattinatrice

La mostra si configura come un’esperienza immersiva, in cui il visitatore è accompagnato lungo un percorso fatto di silenzi, rumori, vertigini e attese. La montagna, in Zardini, non è mai sfondo: è corpo vivo, spazio mentale, luogo di proiezione di una comunità che l’ha abitata e immaginata. Un approccio che riflette l’intero progetto «A Visionary at Altitude», una trilogia espositiva realizzata con Ikonos Art Gallery e Fabbrica del Vapore, che tra dicembre 2025 e aprile 2026 costruisce un ponte ideale tra Cortina, Plan de Corones e Milano.

La mostra al LUMEN si inserisce così in una narrazione più ampia, che accompagna i Giochi Olimpici restituendone una lettura laterale e culturale, lontana dall’evento sportivo in senso stretto ma profondamente connessa al suo immaginario. Promossa dalla Provincia di Bolzano e patrocinata dai Comuni di Milano e Cortina d’Ampezzo, l’iniziativa è curata da Margherita Palli, Thina Adams e Valentina Vidali.

Nel giorno dell’inaugurazione, che coincide simbolicamente con il passaggio della torcia olimpica, fotografia e rito collettivo si sovrappongono, rafforzando l’idea di una montagna come luogo di visioni condivise. Un altrove che, nelle immagini di Stefano Zardini, smette di essere cartolina per diventare racconto, memoria e possibilità.

Camilla Sordi, 19 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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