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Dettaglio dell’opera «We don’t scream in the forest» di Anders Sunna esposta nella mostra di arte Sámi «Eanangiella. Voice of the Land» al Museo d’Arte di Oulu fino al 3 maggio

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Dettaglio dell’opera «We don’t scream in the forest» di Anders Sunna esposta nella mostra di arte Sámi «Eanangiella. Voice of the Land» al Museo d’Arte di Oulu fino al 3 maggio

Oulu, Capitale Europea della Cultura 2026: un anno da abitare

A quasi 100 km dal Circolo polare artico, non cerca di stupire con grandi eventi, ma si presenta con un programma che intreccia le varie anime delle sue comunità. A partire dai Sámi, l’unico popolo indigeno dei Paesi nordici

Potrebbe essere tutto bianco: strade che si confondono con i canali, alberi congelati, mari e fiumi mascherati da neve e ghiaccio, cielo candido. Ma potrebbe anche arrivare un’alba rosa o il verde improvviso di un’aurora boreale. L’importante è non avere fretta, e prendersi il tempo di scoprire una Capitale Europea della Cultura che, a poco meno di 100 chilometri dal Circolo polare artico, non cerca di stupire con grandi eventi, ma si presenta con un programma (oulu2026.eu) che intreccia le varie anime delle comunità che rappresenta. Del resto Oulu condivide il suo titolo non solo con la slovacca Trenčín, ma anche con un’intera regione che coinvolge 39 municipalità del Nord della Finlandia. Un territorio che ha a lungo forgiato la sua identità in rapporto alle colonizzazioni subite da Svezia e Russia, ma che oggi sembra pronto a iniziare a guardarsi dentro, scoprendo i soprusi portati avanti nei confronti dei Sámi, l’unico popolo indigeno dei Paesi nordici.

Il programma: Sámi e pratiche collettive

Nel corso del 2026, Oulu ospiterà oltre mille eventi sviluppati in collaborazione con più di 500 organizzazioni culturali, festival e professionisti. La programmazione attraversa l’intero arco dell’anno, adattandosi alle condizioni climatiche e alla vita sociale del Nord. Un asse centrale è però il riconoscimento della cultura Sámi, che ha celebrato la sua festa nazionale il 6 febbraio, dando il via al Dálvemánnu, termine che indica il periodo invernale come tempo culturale e rituale. Per arrivare alla definizione del programma si sono riuniti artisti e operatori culturali Sámi, che hanno riflettuto insieme non soltanto sul prodotto finale, ma anche sulle modalità di creazione, ponendo per una volta l’attenzione alla cultura Sámi e alle sue peculiarità, come l’importanza della tradizione orale, delle lingue diverse che la abitano e del bisogno di raccontarsi in prima persona, dando voce ai traumi subiti negli anni.

I due lavori che maggiormente raccontano questo percorso sono «Ovllá», la prima composizione operistica Sámi mai prodotta, e la mostra «Eanangiella. Voice of the Land». «Ovllá», scritta dalla drammaturga Sámi Siri Broch Johansen, composta dalla musicista emergente finlandese Cecilia Damström con la consulenza dell’esperto di musica Sámi Ánndaris Rimpi e diretta da Heta Haanperä, alla guida del Teatro di Oulu, è in programma fino ad aprile. Offre uno scorcio diretto sulle dolorose conseguenze dell’oppressione statale che continuano a colpire le nuove generazioni di Sámi. «Eanangiella. Voice of the Land», al Museo d’Arte di Oulu fino al 3 maggio, è curata da Inga-Wiktoria Påve, Fredrik Prost e Áilu Valle e si concentra su temi quali gli antenati, il colonialismo verde, la spiritualità e molto altro, dando voce a 70 artisti e duojárs (artigiani) provenienti dalla Sápmi, la regione culturale e geografica tradizionale dei Sámi, estesa nel nord di Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia. Opere d’arte contemporanea sono in mostra insieme a pezzi storici e oggetti di artigianato, in un equilibrio che non racconta di un popolo antico, ma in continua evoluzione.

Tra i momenti più rilevanti del programma annuale ci sono importanti collaborazioni internazionali: Fotografiska Tallinn cura la mostra fotografica «Play», mentre il museo Kiasma di Helsinki presenta una selezione di media art dalla collezione della Galleria Nazionale finlandese. Nel Municipio, l’installazione «Layers of Peace Machine» di Ekho Collective lavora sull’interazione tra pubblico e Intelligenza Artificiale. La relazione tra arte, scienza e ambiente trova una forma permanente nel progetto «Climate Clock», un percorso di arte pubblica che si inaugurerà a giugno, intrecciando ricerca scientifica e pratiche artistiche per riflettere sull’urgenza climatica nel paesaggio del Nord. L’estate culmina con «Delta Life», spettacolo performativo collettivo all’aperto sul delta del fiume, mentre in autunno, il «Lumo Art & Tech Festival» porta dieci giorni di installazioni luminose, suono e tecnologia. L’anno si chiude a dicembre con «Snowball», musical familiare ispirato ai miti nordici. Accanto alle arti visive e performative, il programma dedica grande attenzione al cibo come pratica culturale. L’«Arctic Food Lab» attraversa tutto il 2026 con eventi che valorizzano le materie prime e le tradizioni alimentari del Nord: dalla «Summer Night’s Dinner» di agosto, una tavolata lunga un chilometro nel centro città, fino alle settimane di degustazione che coinvolgono ristoranti e comunità locali.

Aino Valovirta, Oulu 2026 Sámi Culture Programme Coordinator

Che cosa vedere (e fare) per vivere Oulu

A Oulu, i luoghi da visitare coincidono spesso con quelli vissuti quotidianamente dagli abitanti. Il Kauppatori, il mercato sul lungomare, è il cuore pulsante della città: antichi magazzini dipinti a colori vivaci ospitano oggi ristoranti, caffè, botteghe artigiane e bar affacciati sull’acqua. Il Kauppahalli, in mattoni rossi e stile neogotico, è il mercato coperto dove si trovano prodotti freschi e street food, mentre all’esterno si erge il «Toripolliisi» di Kaarlo Mikkonen, la celebre statua del poliziotto, diventata un simbolo informale della città. Nei mesi estivi si va a sfidare il giorno senza fine nella Kesän Sauna, sauna galleggiante sul fiume Oulu, dove si pratica il rito tradizionale della «vihta» (frusta di rami di betulla) e ci si tuffa nelle acque gelide. A pochi minuti dal centro si trova Pikisaari, l’Isola della Pece, storicamente legata alla costruzione navale e alla produzione di catrame nel XVII secolo. L’isola può essere esplorata anche dal fiume, noleggiando un kayak per circumnavigarla lentamente.

Alvar Aalto Silo

Giulia Grimaldi, 11 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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