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Redazione
Leggi i suoi articoliA Brescia, nella Chiesa di San Francesco d’Assisi, nei primi giorni di settembre sono iniziati i lavori di restauro di due porzioni di un affresco, noto come «Teoria di angeli, santi e beati». Le pitture, situate tra il secondo e il quarto altare della navata destra e databili intorno al 1290, necessitavano di interventi urgenti a causa del loro cattivo stato di conservazione.
Il progetto, realizzato e diretto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bergamo e Brescia, è finanziato dal Ministero della Cultura. L’occasione permette di approfondire la conoscenza della decorazione originale della chiesa, risalente tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento.
Gli affreschi, originariamente parte di un’unica scena poi interrotta dall’altare settecentesco di San Giuseppe da Copertino, raffigurano angeli, santi e beati disposti su più registri con cornici bicrome. Alcuni personaggi sono rivolti verso lo spettatore, altri volgono lo sguardo altrove, e tutti i visi sono circondati da aureole in stucco. Lo stile mostra influenze veneto-bizantine e una tecnica del colore tipica della pittura lombarda medievale. Il significato complessivo della Teoria è ancora dibattuto: alcuni studiosi la collegano a un Giudizio Universale; altri ne riconoscono un’interpretazione autonoma.
Nel Novecento la chiesa ha già subito vari restauri, alcuni meno rispettosi, con interventi che includevano ricostruzioni di fantasia o la rimozione di dipinti. La «Teoria di angeli, santi e beati», collocata in alto, ha conservato l’intonaco originale, offrendo un’opportunità unica per studiare le tecniche pittoriche medievali.
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