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Tomba delle Olimpiadi, particolare, 530-520 a.C., Tarquinia, Necropoli dei Monterozzi

© Foto Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia

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Tomba delle Olimpiadi, particolare, 530-520 a.C., Tarquinia, Necropoli dei Monterozzi

© Foto Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia

Per Francesco Roncalli, uno dei maggiori etruscologi italiani, bisogna far parlare la pittura e ascoltarla

In un volume sono riuniti alcuni dei suoi contributi apparsi in riviste specialistiche, in atti di convegni e in cataloghi di mostre aggiungendo un saggio finale inedito, in cui riflette sul tema 

Giuseppe M. Della Fina

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Poesia che tace. Letture e congetture sulla pittura etrusca raccoglie le riflessioni di uno dei maggiori etruscologi italiani, Francesco Roncalli. L’autore ha scelto di riunire alcuni dei suoi contributi apparsi in riviste specialistiche, in atti di convegni e in cataloghi di mostre aggiungendo un saggio finale inedito. Così da delineare il percorso che ha seguito, riflettendo su una delle produzioni dell’artigianato artistico etrusco più riuscita e carica di significati. Un tema che lo ha interessato e accompagnato sin dagli inizi della sua attività di ricerca: ricorda, infatti, che ventenne si regalò il libro La peinture étrusque (Genève 1952) di Massimo Pallottino e lo tradusse in italiano con un largo anticipo rispetto all’incontro con l’autore divenuto poi, insieme a Giovanni Becatti, un suo maestro. Confida, inoltre, nell’introduzione, che la lettura dei monumenti presi in esame, «una lettura che ha più dell’ascolto che dell’indagine», è scaturita dal metodo che si è imposto spontaneamente lavorando nel Museo Gregoriano Etrusco con «gli oggetti lì a portata di occhio e di mano, le biblioteche un po’ più lontane», prima di passare all’Università insegnando a Salerno, poi a Perugia e quindi a Napoli alla «Federico II».

Leggendo i testi riproposti si coglie il dialogo continuo intessuto con colleghi di generazioni diverse: Massimo Pallottino, ma anche Giovanni Colonna, Mauro Cristofani, Bruno D’Agostino, Mario Torelli, Luca Cerchiai, Alessandro Naso, per limitarsi a qualche nome dell’etruscologia italiana, ma altri si potrebbero citare e non solo di ambito nazionale. Contemporaneamente ci si rende conto dell’ampliarsi delle prospettive d’indagine che, ancorate pur sempre in lui a una raffinata lettura storico artistica, si sono aperte ad approcci metodologici nuovi di varia matrice: iconologica, antropologica, storica. Per l’autore resta, comunque, sempre centrale l’ascolto tentando di evitare sia le interpretazioni precipitose ignare della distanza culturale, che i secoli hanno creato tra l’opera del pittore antico e noi, sia le posizioni che negano la necessità di provare a comprendere i valori simbolici di quello che il committente aveva richiesto (o suggerito) e l’artigiano/artista aveva realizzato sulla base della cultura conquistata e delle conoscenze tecniche acquisite.

Nel titolo del volume si fa riferimento a un’osservazione del poeta Simonide di Ceo, riportata da Plutarco: «La pittura è poesia che tace». Lo sforzo di Roncalli, nel suo lavoro di più decenni, è stato quello di provare a farla parlare e di rendere noi in grado di ascoltarla.

Poesia che tace. Letture e congetture sulla pittura etrusca
di Francesco Roncalli, 450 pp., Volumnia Editrice, Perugia 2025, € 38 

La copertina del volume

Giuseppe M. Della Fina, 09 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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