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Flaminio Gualdoni
Leggi i suoi articoliUno non fa in tempo a gioire perché finalmente gli liberano piazza Duomo a Milano dalla simil-giungla di palme e banani che affliggeva da anni la prospettiva del Duomo, che con un volo pindarico i reggitori di quella che Carlo Cattaneo aveva un tempo vagheggiato come «magnificenza civile» hanno inferto il loro colpo ferale da bottegai compulsivi: ora siamo passati direttamente al suq, con tanto di edificazione, secondo gli standard architettonici attuali, di una struttura invadente nel mezzo della piazza.
Vabbè, si potrebbe considerare che è pur sempre meglio che costruire un condominio in cortile, che pure è il nuovo trend costruttivo milanese: ma l’edificio da piccolo geometra di Cinisello Balsamo che hanno schiaffato di fianco al monumento a Vittorio Emanuele II di Ercole Rosa (peraltro uno dei più dimenticabili scultori di fine Ottocento), già mediocre di suo, giunge alla vetta del delirio visivo. Ma ci sono le Olimpiadi, per Giove, e dove mettere altrove i giornalisti se non di fronte al Duomo, così che possano andarsi a fare uno spritz in Galleria tra una competizione e l’altra? E perché mai affidarsi al solito architetto bravo, mercanzia che a Milano peraltro non manca, quando in quattro e quattr’otto puoi farti comporre con i mattoncini Lego una struttura di tale valore architettonico?
Poi, i suddetti reggitori si sono resi conto di aver peccato di modestia, e che una piazza così vasta meritasse di essere messa intensivamente a reddito. Ecco allora spuntare, a fianco, una tensostruttura gigante, gigante davvero, per il merchandising olimpico, in cui valorizzare i mille marchi di sponsor e di prodotti in vendita all’interno: in fondo puoi sempre dirti che è come un mercatino di Natale, visto che sono Olimpiadi invernali, anche se non credo che vi vendano torroni e croccanti.
Poi lì in fondo, vuoi mettere, c’è il Duomo, che è una perfetta scenografia. Se anche i preti si decidessero a fare il grande passo, e per l’occasione si mettessero a vendere indulgenze, si farebbe bingo: finalmente Milano potrebbe vantare un primato assoluto.
Da tempo alla bufala della «capitale morale» ci credevano solo pochi illusi. Il grande merito del suq di piazza Duomo è di avere sgombrato definitivamente il campo da ogni residuo equivoco.
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