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Leonardo Panizza, Johannes Bosisio e Angelo Dimitri Morandini, ciascuno per una settimana, presentano al Museo Arte Contemporanea di Cavalese tre opere o installazioni, attivando il pubblico soprattutto nel momento partecipativo del sabato, tra workshop, talk e performance.
- Alessia De Michelis
- 14 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Leonardo Panizza, «Piante», 2026 al Museo Arte Contemporanea Cavalese
Foto Fitime Sulejmani
«Performa Cavalese», piattaforma per valorizzare artisti emergenti del territorio trentino
Leonardo Panizza, Johannes Bosisio e Angelo Dimitri Morandini, ciascuno per una settimana, presentano al Museo Arte Contemporanea di Cavalese tre opere o installazioni, attivando il pubblico soprattutto nel momento partecipativo del sabato, tra workshop, talk e performance.
- Alessia De Michelis
- 14 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliÈ nella dimensione del processo e della relazione che si definisce l’identità del Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese (Tn), istituzione nata nel 2001 negli spazi storici di Palazzo Rizzoli e cresciuta nel tempo come presidio culturale capace di connettere ricerca contemporanea e identità alpina. In questa prospettiva si inserisce «Performa Cavalese», progetto che ambisce a diventare un appuntamento ricorrente e una piattaforma per mappare e valorizzare le pratiche emergenti del territorio trentino.
Curata da Elsa Barbieri e promossa dal Comune di Cavalese con il sostegno di APT Fiemme Cembra e Cassa Rurale Val di Fiemme, l’iniziativa, in programma fino al 3 maggio, prende ispirazione dalla biennale newyorkese «Performa» per trasformare il museo in uno spazio attivo di sperimentazione. Tre artisti, ciascuno per una settimana, presentano tre opere o installazioni, attivando il pubblico soprattutto nel momento partecipativo del sabato, tra workshop, talk e performance.
Ad aprire il ciclo è Leonardo Panizza (15-19 aprile), con un percorso che attraversa video e installazione interrogando il rapporto tra umano e natura. Tra le opere, «Piante» (2026) trasforma vasi e vegetazione in dispositivi di visione, mentre «Venezia-Mestre» (2026) intreccia riflessioni su turismo e paesaggio urbano. In «Paesaggio a Grizzana» (2026), premiato con il Premio Morandi, il riferimento a Giorgio Morandi si traduce in una riflessione percettiva sullo sguardo.
I video «leafing-sfogliare» (2025) e «islands» (2025) sviluppano invece una tensione tra corpo e ambiente: da un lato un processo di progressiva spoliazione e riconnessione sensibile nel sottobosco trentino, dall’altro una rinascita simbolica tra i paesaggi vulcanici delle Canarie, dove il corpo si riveste di natura. Completa il percorso «maPPare PeRe», realizzato con Simon Sartori e Giovanni Moscon, che documenta la ricerca di antiche varietà di alberi da frutto in Trentino, restituendo una mappa di biodiversità e relazioni umane.
La pratica di Panizza si estende anche fuori dallo spazio espositivo: sabato 18 aprile una passeggiata partecipata verso il Parco della Pieve invita i visitatori a sperimentare un visore ideato dall’artista, esercitando uno sguardo rinnovato sul paesaggio quotidiano.
Dopo Panizza, il programma prosegue con Johannes Bosisio (22-26 aprile), la cui ricerca ibrida pittura, scultura e tecnologia, e con Angelo Dimitri Morandini (29 aprile-3 maggio), figura multidisciplinare che intreccia filosofia, informatica e arte relazionale. In questo alternarsi di pratiche, «Performa Cavalese» delinea un dispositivo espositivo dinamico, fondato sull’attivazione collettiva e su una ridefinizione continua del museo come spazio vivo.