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Helen Stoilas
Leggi i suoi articoli«L’obiettivo numero uno di questo ampliamento è quello di poter esporre tutta la collezione del museo, perché, a differenza di molte altre istituzioni, le nostre opere sono relativamente poche, ma sono state tutte scelte con grandissima attenzione»: queste le parole di Eric Lee, 46 anni, direttore del Kimbell Art Museum di Forth Worth, a proposito dell’inaugurazione, avvenuta il 27 novembre, del nuovo padiglione da 135 milioni di dollari (100 milioni di euro ca) progettato da Renzo Piano, 76 anni, neosenatore a vita su nomina del presidente Napolitano. La nuova ala, in cemento e con vetrate a tutta altezza scandite da un colonnato, appare in contrasto rispetto alle gallerie con volte a botte dell’edificio realizzato da Louis Kahn nel 1972, o per lo meno «in conversazione» con il museo originario, come suggerisce Lee. In una prima fase vi troveranno posto opere di arte pre-colombiana, africana e asiatica, oltre a quelle di arte antica, ma in futuro vi si svolgeranno le esposizioni temporanee, e le gallerie di Kahn ospiteranno tutta la collezione di arte europea. Attualmente, tuttavia, proprio gli ambienti progettati da Kahn beneficiano anche dei capolavori in prestito dall’Art Institute di Chicago, causa ristrutturazione delle proprie sale di arte moderna, come «Bagnanti al fiume» di Matisse (1909-17). Successivamente la prima mostra nel nuovo padiglione di Piano sarà sulle armature samurai della Ann and Gabriel Barbier-Mueller Collection di Dallas. Poi? Considerando il tempo impiegato per realizzare la nuova espansione (che, tra le altre cose, permetterà di riservare una sala sotterranea all’architettura, esponendo i modelli originali di Kahn), probabilmente passeranno molti anni prima di un nuovo ampliamento. «Credo che il campus sia perfetto ora, afferma Lee, benché vi sia spazio per far ingrandire ulteriormente la collezione. E sarei molto, molto sorpreso se il Kimbell si ingrandisse nuovamente nel giro dei prossimi 50 anni».
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