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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliIl Fec-Fondo edifici di culto vanta un patrimonio composto da beni culturali, artistici e naturalistici: 866 chiese di interesse storico-artistico distribuite in tutta Italia, tra le quali la Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma e la Chiesa di San Gregorio Armeno a Napoli; aree archeologiche e museali, come le Case romane del Celio a Roma e il Chiostro di Santa Chiara a Napoli; i complessi forestali di Tarvisio in provincia di Udine, e di Quarto Santa Chiara in provincia di Chieti, gestiti grazie alla collaborazione con il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri. Il Fec annovera fra i suoi beni anche un fondo librario antico, conservato al Viminale all’interno della biblioteca della direzione centrale, con oltre quattrocento volumi antichi editi a partire dall’anno 1552. Chiese già appartenute agli enti religiosi, conventi e monasteri soppressi nella seconda metà del XIX secolo con le cosiddette «leggi eversive dell’asse ecclesiastico», sono al tempo stesso parte essenziale del patrimonio del fondo e oggetto della sua azione amministrativa che si realizza nei quattro compiti indicati nella norma istitutiva: conservazione, restauro, tutela e valorizzazione.
A Roma il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il ministro della Cultura Alessandro Giuli hanno firmato un accordo per la definizione di una strategia comune volta all’ampliamento della fruizione, della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale di proprietà del Fec, di cui il Viminale è rappresentante legale. Il protocollo, che punta a integrare sempre più i beni del fondo nel sistema museale nazionale, è stato siglato nel complesso archeologico di Villa Grande e Villa Piccola, recentemente restaurato e situato negli ambienti ipogei della Basilica di San Sebastiano fuori le mura a Roma. I lavori di restauro hanno interessato il consolidamento delle strutture, il restauro delle pitture murali e dei mosaici, l’installazione di nuovi impianti di illuminazione e la realizzazione di un percorso di visita che consente una fruizione sicura e pienamente leggibile degli ambienti. Sono stati inoltre introdotti sistemi di monitoraggio ambientale per garantire, nel tempo, la migliore conservazione delle superfici decorate.
L’azione realizzata dal Ministero della Cultura attraverso il Parco Archeologico dell’Appia Antica, nel cui territorio ricade la Basilica di San Sebastiano e le Ville sottostanti appartenenti al Fec, è stata finanziata con fondi del Pnrr, nell’ambito dell’Investimento 4.3 «Caput Mundi. Next Generation Eu per grandi eventi turistici-La città condivisa», per un importo complessivo di un milione di euro.
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