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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliUn antico recinto monumentale risalente agli inizi del Neolitico è riemerso lungo la costa del Suffolk, dove sorgerà la centrale nucleare di Sizewell C. La scoperta, realizzata dal team di Oxford Cotswold Archaeology, restituisce un’importante testimonianza delle prime comunità agricole del Regno Unito, capaci di modellare il paesaggio già intorno al 3800 a.C.
La struttura, un recinto rettangolare di circa 50 per 20 metri delimitato da fossati e argini, era quasi completamente scomparsa: millenni di erosione e l’acidità del terreno ne avevano cancellato quasi ogni traccia. Proprio questa estrema fragilità ha reso decisivo il ricorso a metodologie scientifiche avanzate, affiancate allo scavo tradizionale. Fondamentale si è rivelata la datazione tramite luminescenza otticamente stimolata (Osl), tecnica che misura l’ultima esposizione alla luce dei granelli di quarzo presenti nei sedimenti. Le analisi hanno confermato che i fossati furono scavati tra il Neolitico antico e medio, mentre gli strati superiori si accumularono nel corso dell’Età del Bronzo, attestando un utilizzo del sito protrattosi per secoli.
Gli archeologi hanno inoltre recuperato un modesto insieme di reperti: frammenti ceramici riferibili al Neolitico antico e alla prima Età del Ferro, oltre a 31 manufatti in selce lavorata. Sebbene non sufficienti, da soli, a definire una cronologia precisa, questi ritrovamenti hanno contribuito a ricostruire la storia del sito insieme ai dati geoarcheologici.
Durante gli scavi era stata presa in considerazione anche l’ipotesi di un lungo tumulo funerario, ma la presenza di buche di palo all’interno dell’area ha orientato l’interpretazione verso un recinto aperto a funzione probabilmente cerimoniale.
Giorgio Valentini
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