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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliFrancesco Stocchi (Roma, 1975) lascia la direzione artistica del MaXXI di Roma, incarico ricevuto nel 2023. «In un clima di reciproca valorizzazione dell’esperienza condivisa», il Museo nazionale delle arti del XXI secolo e l’ex direttore artistico «hanno maturato la decisione di non procedere con un nuovo mandato». A renderlo noto è un comunicato stampa del museo con il quale si ringrazia lo stesso Stocchi per il percorso condiviso. «Francesco Stocchi, si legge nella nota, proseguirà la collaborazione su alcuni progetti già inseriti nella prossima programmazione del Museo, garantendo continuità al lavoro sviluppato in questi anni. Durante la sua direzione, Stocchi ha contribuito a rafforzare il dialogo con la scena artistica contemporanea nazionale e internazionale, ponendo al centro una riflessione sul ruolo sociale del museo contemporaneo, sull’accessibilità, sulla partecipazione e sulla co-progettazione culturale».
Oltre ad aver contribuito a una visione rinnovata degli spazi del museo a Roma (dalla hall, sempre più aperta e in dialogo con i visitatori, alla nuova piazza Alighiero Boetti) la direzione Stocchi si è adoperata per consolidare l’identità del MaXXI L’Aquila, rafforzandone l'autonomia programmatica. Maria Emanuela Bruni, presidente della FondazioneMaXXI, ha ringraziato l’ex direttore artistico «per l’intelligenza critica e la sensibilità curatoriale con cui ha accompagnato il MaXXI in questi anni, contribuendo a rafforzarne l’identità e ad aprire nuove prospettive di ricerca e di dialogo con il pubblico». «Il suo lavoro, ha ribadito Bruni, ha lasciato un segno importante nella vita del Museo, non solo attraverso le mostre e i progetti realizzati, ma anche nel modo in cui ha saputo interpretare il ruolo del MaXXI come spazio vivo, aperto e contemporaneo»
Dal canto suo, Stocchi, esprimendo la propria gratitudine al MaXXI e a tutto il team «per il percorso condiviso in questi anni e per l’opportunità di contribuire alla vita di un’istituzione così centrale per il contemporaneo, accompagnandone una fase di ricerca e trasformazione», ha anche ribadito come curare la programmazione di un museo equivalga a tracciare la rotta di un viaggio collettivo. «È un compito che richiede responsabilità e visione, delineando una traiettoria capace di tenere insieme l’ambizione culturale, il rigore scientifico e l’apertura alla pluralità dei pubblici».
Quello di Francesco Stocchi non sarà un addio. «Continuerò a seguire con attenzione alcuni progetti già avviati, assicura, nella ferma convinzione che il lavoro curatoriale sia fatto anche di ascolto, continuità e profondo impegno verso gli artisti, il pubblico e le istituzioni». La nota della fine del mandato di Stocchi giunge nello stesso giorno dell'arrivo al MaXXI L'Aquila dell'«Ecce Homo» di Antonello da Messina.
Francesco Stocchi. Foto Flaminia Nobili
Samantha De Martin
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