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Anna Maria Farinato
Leggi i suoi articoliLa nuova casa del Museum Rotterdam, chiuso da cinque anni, sarà probabilmente una chiesa. Se il Consiglio Comunale cittadino darà il via libera, infatti, nel 2026 la Steigerkerk (Chiesa del Molo) potrebbe accogliere le collezioni del museo che racconta la storia della città olandese, insieme al Museum Rotterdam ’40–45 NOW, dedicato al periodo della Seconda guerra mondiale e alla ricostruzione, attualmente ospitato in una piccola sede a Coolhaven. L’unione delle due istituzioni in uno degli edifici simbolo della ricostruzione postbellica consentirà di creare un percorso narrativo unitario in cui passato e presente s’intrecciano.
La Steigerkerk, costruita negli anni Cinquanta da Chris Knol di Kraaijvanger Architecten e aperta al culto nel 1960 (le funzioni religiose si sono svolte fino all'inizio di quest’anno), sorge in una posizione centralissima. Sulla vicina Hoogstraat nel XIII secolo fu costruita una diga nella Rotte e l’insediamento che vi sorse crebbe nei secoli successivi fino a diventare la città che oggi è Rotterdam, e non lontano fu costruito il primo porto. Stando alle ricerche svolte dallo studio di architettura V8 su incarico del Museum Rotterdam, la chiesa, accessibile dall'ingresso principale sull’Hang, i due edifici più piccoli (la canonica con alloggi per alcuni fratelli su tre piani e la casa parrocchiale su un unico piano) adiacenti, la torre indipendente, la cappella di Maria, il giardino interno con chiostro, si prestano ottimamente a essere trasformati ad uso museale. Il costo per la ristrutturazione e l'adeguamento degli spazi della chiesa, monumento nazionale dal 2013, è stimato tra i 20 e i 40 milioni di euro.
Nel 2020 il Museum Rotterdam, allora diretto da Paul Van der Laar, era in crisi d'identità. Come riporta il «Rijnmond» il museo, ospitato nel Timmerhuis, alle spalle del Municipio, si era visto respingere un finanziamento comunale di cinque milioni di euro: nessuna visione, piani futuri senza un focus preciso, pochi visitatori. La bocciatura provocò le dimissioni del direttore, cui è subentrata da un anno Léontine Meijer-van Mensch, con alle spalle la direzione di vari musei tedeschi, tra cui il Museo Ebraico di Berlino. La sua speranza è di poter aprire stabilmente entro il 2027 in quello che immagina come una sorta di polo per il patrimonio culturale cittadino, in cui ci sarà spazio per gli archivi e per ambienti dedicati alla conservazione e al restauro, restituendo alla città una collezione di 110mila oggetti storici, dal Medioevo ad oggi.
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