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Anna Maria Farinato
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Una mostra del 2023 è stata la chiave per risolvere il mistero della sparizione di un dipinto di Joaquín Sorolla y Bastida di cui si erano perse le tracce negli anni Settanta. Il ritratto dell’infanta Isabella di Borbone «La Chata», un olio di 151x100 cm dipinto dal pittore valenciano nel 1908, ha attirato l’attenzione delle autorità in occasione di «La moda nella casa d’Alba», allestita tra ottobre 2023 e marzo 2024 nella residenza madrilena dei duchi d’Alba, il Palacio de Liria. Nel percorso espositivo della mostra, articolata come un racconto di due secoli di storia dell’abbigliamento e dell’arte in cui gli abiti dialogavano con dipinti di Sorolla, Ignacio Zuloaga e Federico Madrazo, appeso alla parete di un corridoio della dimora di calle Princesa figurava il ritratto della carismatica infanta (1851-1931), sorella del re Alfonso XII. Stando alla ricostruzione della Brigata del Patrimonio della Polizia Nazionale il dipinto sarebbe appartenuto alla Sociedad Española de Amigos del Arte, non più esistente dagli anni Ottanta, un’associazione senza scopo di lucro dedita alla promozione della cultura e delle arti spagnole che tra i suoi membri annoverava esponenti di spicco della società quali Luis Martínez de Irujo, il padre dell’attuale duca d’Alba Carlos Fitz-James Stuart Martínez de Irujo.
Dopo approfondite ricerche in archivi e biblioteche, nel 2025 la Brigata del Patrimonio si è presentata nel Palacio de Liria esibendo documenti della disciolta Associazione, tra cui un elenco di opere d’arte e una copia dello statuto. La Casa d’Alba ha appurato che «La Chata» (un nomignolo affettuoso, probabilmente motivato dalla bassa statura dell’infanta o dalla forma del naso, un po’ schiacciato: «chato», appunto) era stata effettivamente depositata nel Palacio de Liria dal settembre 1973 e che i documenti forniti ne attestavano la proprietà statale. In base a un articolo dello statuto dell’Associazione, infatti, «una volta concordato lo scioglimento, gli oggetti d’arte e i libri della Sociedad Española de Amigos de Arte diventeranno proprietà dello Stato, mentre i fondi in cassa e i crediti saranno distribuiti in parti uguali al Museo del Prado, al Museo Arqueológico e alla Biblioteca Nacional». Oltre al Sorolla, la Casa d’Alba ha riconosciuto nell’elenco di opere altri due dipinti con la medesima provenienza: i ritratti di Alfonso XIII e di Eduardo Dato del pittore malagueño José Moreno Carbonero (1860-1942). Tutti e tre sono stati consegnati alle autorità e depositati presso il Ministero della Cultura.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Efe, «La Chata» sarebbe stata trovata imballata in una soffitta del Palacio de Liria solo nel 2017. Una volta pulito e restaurato, il dipinto era stato appeso in una delle sale del Palazzo aperte al pubblico e visto da centinaia da visitatori. Né la Casa d’Alba né la Polizia sono riusciti a ricostruire in quale momento i membri della Sociedad Española de Amigos del Arte abbiano deciso che i quadri fossero custoditi nel Palacio de Liria.
Una fotografia, di autore e data ignoti, dell’infanta Isabella di Borbone
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