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Una veduta del mosaico in piazza Biade a Vicenza a inizio lavori

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Una veduta del mosaico in piazza Biade a Vicenza a inizio lavori

Sarà di nuovo possibile «leggere» il mosaico di epoca romana in piazza Biade a Vicenza

L’apparato musivo sarà oggetto di pulitura per rimuovere polveri e alterazioni accumulate negli anni al fine di riottenere la lucentezza dei colori e una piena leggibilità dell’apparato iconografico, per poi essere valorizzato a livello espositivo

Cecilia Paccagnella

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Risale all’epoca romana il mosaico rinvenuto nel 1881 nei pressi di piazza Biade a Vicenza, decorato con motivi geometrici e scene figurate di carattere mitologico, come per esempio Ercole, Meleagro, Bellerofonte e Amorini. Attualmente è sotto la custodia del Museo Naturalistico Archeologico di Santa Corona e, grazie a Rigoni di Asiago e Fondaco Italia, è stato incluso nel progetto «La Natura nel cuore di…» (il percorso di mecenatismo culturale che l’azienda asiaghese ha avviato nel 2015).

L’avvio del cantiere di restauro è stato comunicato il 6 luglio e «ha il pregio di puntare l’attenzione su una testimonianza di grande valore per le collezioni, per il museo e per la città, e al contempo di mettere in atto una delle strategie su cui più stiamo lavorando, ovvero il coinvolgimento in partnership pubblico-privato di aziende sensibili al nostro patrimonio per sostenere le attività dei musei», ha dichiarato la direttrice dei Musei Civici di Vicenza, Valeria Cafà.

L’apparato musivo sarà oggetto di pulitura per rimuovere polveri e alterazioni accumulate negli anni al fine di riottenere la lucentezza dei colori e una piena leggibilità dell’apparato iconografico. Il lavoro, la cui fine è prevista per l’inizio del 2027, sarà in un secondo momento valorizzato attraverso un nuovo impianto illuminotecnico, un touchscreen con approfondimenti storici e artistici sulla presenza romana a Vicenza e nuovi pannelli espositivi.

«Il restauro prende ufficialmente il via oggi, ma i primi interventi preliminari eseguiti nei giorni scorsi su alcune porzioni dell’opera consentono già di apprezzare l’impatto che il lavoro avrà, riportando alla luce la vivacità dei colori e la ricchezza delle immagini originali, spiega l’assessore alla cultura, Ilaria Fantin. L’intervento sarà inoltre concepito come un vero e proprio “cantiere aperto’: le operazioni di restauro si svolgeranno durante gli orari di apertura del Museo, permettendo ai visitatori di osservare da vicino il lavoro dei professionisti». Anche da remoto, tramite la piattaforma Skylinewebcams, sulla quale saranno riprodotte immagini in presa diretta grazie a una webcam.

Oltre alle operazioni di pulitura, le superfici saranno completate con integrazioni moderne, mentre le tessere instabili saranno consolidate, nel rispetto di un tipo di intervento conservativo volto a garantire una migliore tutela del mosaico nel tempo.

Cecilia Paccagnella, 06 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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