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Redazione
Leggi i suoi articoliLo scandalo Jeffrey Epstein ha travolto anche l'ex ministro della Cultura francese Jack Lang, che si è dimesso dalla carica di presidente dell’Institute du Monde Arabe a Parigi. Venerdì sera la Procura finanziaria nazionale (Pfn) aveva comunicato l’apertura di un’indagine preliminare per «riciclaggio di proventi derivanti da frode fiscale» nei confronti di Lang e di sua figlia Caroline. Sabato sera l’86enne funzionario di lunghissimo corso ha indirizzato una lettera al ministro degli Esteri, Jean-Noël Barrot, in cui annunciava il suo passo indietro, dopo 13 anni, per «preservare l'Istituto e il suo lavoro esemplare di fronte a un clima di attacchi personali e sospetti infondati». Figura centrale della stagione culturale francese degli anni Ottanta e Novanta, Jack Lang è ancora oggi soprannominato «il ministro della Cultura a vita». Stretto collaboratore del presidente socialista François Mitterrand, nel suo doppio mandato al ministero della Cultura (1981-1986 e 1988-1993), Lang ha legato il suo nome ai grandi progetti architettonici di Parigi, dal Grand Louvre all’Arc de La Défense, dall’Opéra Bastille alla Bibliothèque nationale de France, nonché all’Ima, di cui l Ministero degli Affari Esteri è il principale finanziatore. Fondazione di diritto privato finanziata principalmente dalla Francia, oltre che dai Paesi arabi, l’Ima è stata guidata da Lang sin dal 2013.
A fine gennaio la pubblicazione da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense di milioni di documenti relativi al caso Epstein ha portato alla luce i legami tra il miliardario finanziere americano accusato di crimini sessuali, morto in carcere nel 2019, e numerose personalità internazionali del mondo della politica, ma non solo. Gli «Epstein files» appena resi noti, come hanno rivelato le indagini di Mediapart che hanno dato il viaalle indagini della Pfn, confermano i legami tra la famiglia Lang e il finanziere americano, facendo riferimento anche a interessi economici comuni. Mediapart svela le indagini che il nucleo antiriciclaggio del Ministero delle Finanze francese, Tracfin, avrebbe effettuato su un versamento effettuato da Epstein su richiesta personale di Lang alla fine del 2018, solo sei mesi prima dell'arresto del finanziere per traffico sessuale e pedocriminalità. Nei messaggi scambiati nel corso di una corrispondenza durata diversi anni il nome di Lang è apparso 673 volte. I documenti messi online dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti mostrano che Epstein stava progettando di acquistare una proprietà in Marocco. Jack Lang gli aveva inviato almeno un'offerta, nel 2015, su richiesta del principe Jean Poniatowski. Situata nel palmeto di Marrakech, la proprietà era allora valutata «5,4 milioni di euro, offshore». Questo è uno dei «legami» tra Jack Lang e il finanziere americano. Quanto a Caroline Lang, anch'essa vicina a Epstein, nel 2016 aveva creato una società offshore domiciliata nelle Isole Vergini americane, con l'obiettivo di investire nelle opere di giovani artisti promettenti. Caroline Lang si è dimessa da capo del Syndicat de la production indépendante il 2 febbraio.
La Bbc riporta una dichiarazione di Lang rilasciata all’emittente televisiva Bfmtv, in cui l'ex ministro afferma di non essere stato a conoscenza dei precedenti penali di Epstein all'epoca in cui lo aveva incontrato, «una quindicina di anni fa», laddove il finanziere statunitense era stato condannato in Florida nel 2008 per aver adescato una minorenne a fini di prostituzione (sarebbe stato nuovamente incriminato nel 2019, anno in cui si è tolto la vita in carcere). Lang afferma di essere stato presentato a Epstein (che descrive come «appassionato di arte, cultura e cinema») da Woody Allen. Ha anche parlato di «ingenuità» nei rapporti personali.
Jack Lang ha assicurato che l'indagine preliminare consentirà di «fare piena luce sulle accuse che ledono la sua integrità e il suo onore» e ha dichiarato che collaborerà con la giustizia.
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