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Composizione pale eoliche «Phobos» a Orvieto fornita da Francesco Pratesi

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Composizione pale eoliche «Phobos» a Orvieto fornita da Francesco Pratesi

Sette pale eoliche minacciano la campagna di Orvieto

140 associazioni hanno inviato un appello alla presidente della Regione e alla Giunta per chiedere l’annullamento del progetto già bocciato da Ministero e Soprintendenze. Via libera del Consiglio di Stato. Il 13 gennaio è prevista un’udienza al Tar dell’Umbria

Stefano Miliani

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Sette future pale eoliche che toccheranno un’altezza massima di 200 metri incombono sulle campagne a sud-ovest di Orvieto (Tr). Con una sentenza del 29 dicembre, il progetto ha avuto il via libera dal Consiglio di Stato che ha rigettato vari ricorsi contro l’impianto denominato «Phobos», previsto dalla società Renewables Italia Srl (Rwe). Una coalizione interregionale di 140 associazioni e comitati di nome «Tess» (sta per Transizione ecologica senza speculazione), con il presidente di Italia nostra Maremma Toscana Francesco Pratesi come primo firmatario, ha inviato un appello alla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e alla Giunta regionale affinché chiedano, entro i 12 mesi ammessi, l’annullamento della sentenza per tutelare quel paesaggio che, sostengono, verrà compromesso irrimediabilmente violando l’articolo 9 della Costituzione. L’appello è in vista dell’udienza che il Tar umbro terrà martedì 13 gennaio su un ricorso della Rwe contro un precedente parere negativo espresso a suo tempo dalla Regione, la quale, però, nel 2023 non era intervenuta, facendo scattare il meccanismo del silenzio-assenso.

La Soprintendenza umbra, quella di Viterbo e l’Etruria meridionale, quella speciale per il Pnrr e il Ministero della Cultura avevano bocciato il progetto. Nel 2022 avevano detto sì la Regione Lazio e, con prescrizioni da rispettare, il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica. Tra i due dicasteri, nel giugno 2023 il Consiglio dei ministri ha dato ragione a quello dell’Ambiente. Fra i motivi principali della loro approvazione i giudici amministrativi hanno ritenuto che in questo caso i vantaggi offerti dalle fonti di energia rinnovabili siano validi e che, in questa cornice, tali vantaggi siano «in linea con l’indirizzo politico amministrativo del Governo». «L’eventuale realizzazione dell’impianto aprirebbe la strada ad analoghe approvazioni in contesti come Civita di Bagnoregio o la Maremma», avvertono le associazioni. A «Il Giornale dell’Arte» Francesco Pratesi, figlio di Fulco fondatore del Wwf e scomparso lo scorso marzo, rimarca: «A otto-nove chilometri da Orvieto queste pale alte, con l’elica, come il più alto grattacielo di Milano sono totalmente fuori misura».

I sette aerogeneratori dovranno produrre un totale di 42 megawatt di potenza installata. Ma se gli impianti eolici devono ridurre le emissioni di gas fossili e il consumo di energia, perché opporsi? «Al momento non permettono risparmi di energia perché comportano costi altissimi relativi agli accumuli, all’adeguamento della rete, allo sviluppo del trasporto, del “dispacciamento” dell’energia, come si dice nel gergo», risponde Pratesi. «Un conto è produrre energia in una centrale, tutt’altro è far convogliare verso i luoghi dove viene utilizzata quella prodotta a Orvieto, oppure in mezzo alla Sicilia, nel Tavoliere delle Puglie, in Sardegna... È ipocrita dire che questa energia è competitiva e fa abbassare le bollette. Non è così: più aumentano questi impianti, più la società che gestisce l’energia deve spendere».

Stefano Miliani, 09 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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